Covid, fotografia degli italiani nella Fase 1

Una forte coesione è stata il segno distintivo dell'Italia nella fase del lockdown. Lo ha rilevato l'Istat, l'istituto nazionale di statistica, sottolineando, fra l'altro, che è stata alta la fiducia verso le principali istituzioni: in una scala da 0 a 10, i cittadini hanno assegnato 9 al personale medico e paramedico e 8,7 alla Protezione civile. La stragrande maggioranza della popolazione, trasversalmente a tutto il Paese, ha seguito le regole definite, specie il lavarsi le mani (mediamente 11,6 volte in un giorno), disinfettarsele (5 volte), rispettare il distanziamento fisico (92,4% delle persone), ridurre le visite a parenti e amici (l’80,9% non ne ha fatte) e gli spostamenti (il 72%). Le giornate della Fase 1 sono state vissute con sacrificio e preoccupazione, ma la gran parte ha trovato un’ancora di salvezza e una fonte di serenità negli affetti e nelle relazioni familiari.

Comunque, l’obbligo di restare a casa ha imposto una ricomposizione dei tempi quotidiani, con un forte impatto sulla giornata di ampia parte della popolazione. Anche le attività fisiologiche ne sono state interessate: un terzo dei cittadini si è svegliato più tardi e un quinto ha dormito di più. Più di uno su quattro ha dedicato più tempo ai pasti principali, diventati momento conviviale anche nei giorni feriali. La cura dei figli ha riguardato l’85,9% della popolazione con bambini tra 0 e 14 anni. Il 67,2% (sia madri che padri) vi ha dedicato più tempo, anche per la necessità di seguirli nella didattica a distanza. Vivere in una famiglia riunita per più ore della giornata ha indotto a dedicare maggior tempo anche alla cucina: la preparazione dei pasti ha impegnato il 63,6% della popolazione e per molti è stato un momento di svago e un’occasione per sperimentare nuove ricette culinarie o riscoprire il piacere di preparare pizza, pane o dolci fatti in casa (53%), anche tra gli uomini e soprattutto tra i giovani.

Nonostante la distanza fisica, la cura dei rapporti sociali ha registrato un diffuso incremento del tempo loro dedicato: il 62,9% ha sentito parenti e si è intrattenuto di più nel 60% dei casi e circa altrettanti lo hanno fatto con gli amici. Il 26,9% ha letto libri, il 40,9% quotidiani. Ma non si è rinunciato all’attività fisica e alla pratica sportiva, che, sebbene in gran parte avvenute all’interno delle abitazioni, hanno coinvolto quasi un quarto delle persone (22,7%). Più frequenti che nella fase precedente il lockdown anche le attività creative di musica, soprattutto canto (15,9%), pittura e scrittura.

Un'ultima scoperta: il 42,8% ha pregato almeno una volta a settimana (il 22,2% tutti i giorni); mentre il 48,3% non lo ha fatto mai.