"Se riparte l'epidemia calo del 13% del Pil" Il secondo scenario della Banca d'Italia

“In uno scenario di base, in cui si presuppone che la diffusione della pandemia rimanga sotto controllo a livello globale e in Italia, il Pil si contrarrebbe del 9,5% nella media di quest’anno, interamente a causa della riduzione registrata nel primo semestre e recupererebbe nel prossimo biennio (4,8% nel 2021 e 2,4 nel 2022)”. Lo scrive la Banca d'Italia nel suo nuovo bollettino, aggiungendo che “la ripresa sarebbe graduale: effetti persistenti sui consumi delle famiglie deriverebbero dal calo dell’occupazione e del reddito disponibile, ancorché mitigato dalle misure di sostegno; il peggioramento delle prospettive di domanda e della fiducia delle imprese inciderebbe sugli investimenti, la cui caduta nel 2020 verrebbe in parte recuperata nel biennio 2021-22. L’inflazione sarebbe pressoché nulla sia quest’anno sia il prossimo; i prezzi tornerebbero ad aumentare dell'1% nel 2022”.

Secondo Banca d'Italia, però, “sviluppi più negativi rispetto a quelli delineati nello scenario di base, potrebbero manifestarsi se emergessero nuovi rilevanti focolai epidemici a livello nazionale o globale, i cui effetti potrebbero ripercuotersi sulla fiducia e sulle decisioni di spesa di famiglie e imprese e tradursi in un calo più consistente del commercio mondiale, in interruzioni nelle catene globali di produzione o in un deterioramento delle condizioni finanziarie. In uno scenario più severo si valuta che il prodotto potrebbe scendere di oltre il 13% quest’anno e recuperare nel prossimo biennio in misura più moderata rispetto allo scenario di base”.

Un miglioramento delle prospettive di crescita rispetto agli scenari delineati potrebbe tuttavia derivare dal rafforzamento delle politiche espansive attualmente in esame. L’approvazione e l’utilizzo efficace degli strumenti in discussione per l’Unione europea, oltre a incidere direttamente sulla domanda e sulla capacità produttiva, potrebbero contribuire a una ripresa della fiducia di famiglie e imprese. L’ammontare di risorse di cui sarà possibile beneficiare dipenderà dalla capacità di proporre e mettere in atto riforme e progetti di investimento validi.

Comunque, Banca d'Italia stima che la spesa delle famiglie, fortemente diminuita nel primo trimestre a seguito delle misure di contenimento dell’epidemia, abbia continuato a flettere anche in aprile, per recuperare parzialmente in maggio. Le indagini più recenti suggeriscono che la contrazione del reddito disponibile, l’incertezza e il conseguente aumento del risparmio precauzionale potrebbero pesare sui consumi nel resto dell’anno.