Reputazione dei top manager, Cairo terzo a giugno ha scalzato Messina dal podio

Una delle sorprese che emergono dalla classifica di giugno della reputazione web dei 100 top manager attivi in Italia è la discesa di Carlo Messina dal podio. Il numero uno di Intesa Sanpaolo ha perso il terzo posto che aveva conquistato in maggio, per la prima volta, con 69,61 punti ed è finito quarto con 68,45. A scalzarlo è stato Urbano Cairo, tornato terzo con 70,50 punti, grazie forse al blocco del campionato di calcio (è presidente anche del Torino, che non naviga in buone acque). Carlo Messina aveva esordito sul podio in aprile, dopo essere risultato quarto a marzo, sesto a febbraio e a gennaio. Quanto a Cairo, presidente, amministratore delegato e azionista di Rcs Media Group (fra l'altro edita il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport), in maggio era quarto come ad aprile, mentre è stato terzo a marzo e primo per diversi mesi, fino a gennaio scorso.

La medaglia d'argento di giugno è andata ancora a John Elkann, secondo con 73,31 punti, come secondo è stato in maggio, marzo e febbraio, mentre era terzo in gennaio. Il presidente e amministratore delegato di Exor, che è anche presidente della superholding Giovanni Agnelli & C, nonché di Fca e Ferrari, in aprile aveva conquistato il primo posto, con 70,65 punti, precedendo anche Francesco Starace, l'amministratore delegato di Enel, che invece l'ha sorpassato il mese scorso, essendogli stati attribuiti 76,24 punti.

Un gran balzo, in giugno, l'ha fatto un altro componente della grande famiglia torinese: Andrea Agnelli, presidente della Juventus e consigliere di amministrazione di Exor. Andrea Agnelli, infatti, è salito in sedicesima posizione (55,66 punti), dalla 24.ma di maggio, la stessa avuta in aprile. A marzo era al 22.mo posto, a febbraio al 29.mo di febbraio e a gennaio al 31.mo. Così, Andrea Agnelli ha aumentato il distacco su Mike Manley, l'amministratore delegato di Fca, precipitato al 42.mo posto con 48,51 punti, mentre era 28.mo in maggio, 25.mo in aprile, 34.mo a marzo, 23.mo a febbraio e 28.mo a gennaio.

Un ulteriore recupero, invece, è stato fatto dal genovese Alessandro Profumo, presidente di Leonardo, colosso pubblico con diverse attività in Piemonte e Liguria. Il mese scorso, Profumo, già presidente di Monte dei Paschi e amministratore delegato di Unicredit, si è piazzato 29.mo, migliorando ancora di due posizioni (a maggio era 31.mo, ad aprile 44.mo di aprile, 42.mo a marzo, 38.mo a febbraio e a gennaio.

Profumo ha preceduto anche la torinese Elisabetta Ripa, amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, la società dell'Enel e della Cassa Depositi e Prestiti, costituita con l'obiettivo di realizzare l'installazione, la fornitura e la gestione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in tutta la Penisola. Elisabetta Ripa, anche consigliere di amministrazione della novarese Autogrill, è risultata 43.ma con 47,66 punti, una posizione in meno rispetto a maggio, quando ne aveva guadagnate sette rispetto ad aprile, mentre era 47.ma in marzo, 43.ma in febbraio e 46.ma in gennaio. Nata nel 1965 sotto la Mole.

Ha ancora scalato posizioni Gian Maria Gros-Pietro, torinese presidente di Intesa Sanpaolo, la banca che ha come azionista di riferimento la subalpina Fondazione Compagnia di San Paolo. A giugno, Gros-Pietro è diventato 47.mo (46,84 punti), mentre era 51.mo in maggio e addirittura 61.mo in aprile (57.mo in marzo e 47.mo in febbraio). Ha sorpassato il riservatissimo Giovanni Ferrero, nato a Farigliano nel 1964, numero uno del colosso dolciario albese, calato al 48.mo posto (46,18 punti), dal 43.mo del mese precedente;in aprile era 41.mo in aprile, 37.mo in marzo e 58.mo in febbraio. Giovanni Ferrero è entrato nella classifica relativa alla reputazione web dei cento top manager attivi in Italia per la prima volta in gennaio, collocandosi al 49.mo posto.

Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, tra i maggiori gruppi assicurativi al mondo, è finito 50.mo con 45,36 punti. A maggio era 51.mo, una posizione in meno di aprile, ma la stessa di marzo. Era 63.mo in febbraio e in gennaio.

Al suo quarto mese fra i cento top manager, Cristina Schocchia, classe 1973, nata a Coldirodi, frazione della Città dei Fiori e del Festival della musica, ha ottenuto in giugno il 62.mo posto (43,95 punti), a fronte del il 59.mo di maggio, il 67.mo di aprile e il 66.mo di marzo, quando ha esordito nella classifica della reputazione wen. Amministratore delegato della Kiko, nota impresa di cosmetici, laurea in Economia alla Bocconi e dottorato di ricerca in Economia aziendale all'Università di Torino, Cristina Schocchia, sposata con un cardiochirurgo, un figlio, ha lavorato anche per Max Factor e l'Oreal Italia. E' anche consigliere di amministrazione della Pirelli, di Essilor-Luxottica e della Illycaffè.

Oscar Farinetti, uno dei cuneesi più noti, è salito al 66.mo posto (43,08 punti), dal 71.mo di maggio e il 76.mo di aprile (41,06). A marzo era finito 73.mo, 68.mo in febbraio e addirittura 54.mo in gennaio, quando, con 44,82 punti, aveva guadagnato 14 posizioni rispetto al mese precedente. Fondatore di Eataly, la catena eno-gastronomica nazionale diffusa in tutto il mondo, Oscar Farinetti è entrato per la prima volta fra i top cento nell'agosto scorso, quando si era piazzato 69.mo. Farinetti ha guadagnato posizioni su Victor Massiah, il direttore generale di Ubi Banca, oggetto delle mire di Intesa Sanpaolo (Ubi Banca ha come maggiore azionista singolo la Fondazione Crc di Cuneo). Victor Massiah, infatti, è risultato 76.mo (40,87 punti), mentre era 74.mo in maggio e in aprile, 75.mo a marzo.

Classe 1963, originario di Rovigo ma ormai genovese, Luca Bettonte, amministratore delegato della Erg della famiglia Garrone-Mondini, nella classifica di giugno è 78.mo (40,62 punti) come in aprile, mentre a maggio era 76.mo (40,41 punti) come a marzo (41,64), ma 77.mo in febbraio e il mese prima. E' rimasta invariata, invece, la posizione di Rodolfo De Benedetti, primogenito di Carlo e presidente di Cir, la holding dei tre fratelli alla quale fa capo Sogefi e non più la Gedi Gruppo Editoriale, passata alla Exor. Rodolfo De Benedetti, infatti, nella graduatoria del mese scorso figura 82.mo (39, 14 punti) così come nella precedente classifica; mentre era 86.mo ad aprile, 87.mo in marzo, 83.mo in febbraio e 80.mo a gennaio.

Perciò, è rimasto davanti ad Alberto Lavazza, nato sotto la Mole nel 1940, presidente dell'impresa del caffè, nella quale lavora da 58 anni (suo figlio Marco, quarta generazione ne è vicepresidente, mentre la figlia Antonella è consigliere di amministrazione). Alberto Lavazza è risultato 90.mo con 36,86 punti, mentre è stato 89.mo in maggio e 92.mo in aprile, quattro posti in meno di marzo, quando ha esordito fra i top 100. Enrico Preziosi, presidente del Genoa, è risultato 94.mo con 33,72 (era 96.mo in maggio, 97.mo in aprile, 98.mo in marzo, 97.mo in febbraio e 94.mo in gennaio. Il suo rivale del derby sotto la Lanterna, Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria è salito un po', finendo 97.mo con 31,35 punti, mentre era penultimo in maggio, come in aprile, in marzo e in febbraio. Invece a gennaio, Ferrero era ultimo, cioè 100.mo.

Nella classifica di giugno, infine, non compaiono altri due top manager del Nord Ovest, presenti fino a due mesi fa: la novarese d'adozione Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, ma non più presidente di Terna (ancora ad aprile era al 31.mo posto) e Luciano Colombini, nato a La Spezia nel 1955, amministratore delegato di Banca Ifis, in aprile 98.mo.

Top Manager Reputation valuta le prime cento figure apicali delle imprese attive nel nostro Paese distinguendo la reputazione, istantanea e storica, derivante dall'immagine percepita, dalla presenza digitale e, fra l'altro, dall'impatto reputazionale dalla semplice notorietà.