Progetto Camera di commercio di Torino per conquistare il mercato islamico

Non solo agroalimentare, ma anche cosmetica, farmaceutica, moda e turismo: alle imprese di questi settori si rivolge il nuovo progetto della Camera di commercio “Torino Halal Export Program” rivolto a pmi torinesi interessate a espandersi nel promettente mercato internazionale dei prodotti halal. “Halal” è una parola araba che significa “lecito, permesso” e si contrappone al termine “haram”, che significa “illecito, vietato”. L’Islam, infatti, indica ai propri fedeli precisi precetti che interessano non soltanto la condotta personale e l’alimentazione, ma anche l’abbigliamento e il consumo di diversi prodotti: ad esempio, la carne deve essere macellata secondo un preciso rituale, i cosmetici o i farmaci non devono contenere alcool o altre componenti derivati dagli animali, piscine e spa devono avere zone separate per le donne, gli alberghi spazi adeguati per la preghiera.

La certificazione halal è lo strumento che, attraverso un’attestazione rilasciata da un soggetto terzo, garantisce la conformità di un prodotto o di un servizio ai precetti e ai dettami religiosi. Per poter entrare in alcuni Paesi di fede islamica e commercializzare beni e servizi è indispensabile possedere la certificazione halal, che di norma si riferisce non soltanto al prodotto finito, ma anche all’intera filiera di approvvigionamento e alla globalità del processo produttivo.

I mussulmani rappresentano quasi un quarto della popolazione mondiale: la sfida per le nostre imprese è quella di riuscire a intercettare un mercato in grande ascesa negli ultimi anni e diffuso in quasi tutte le aree geografiche – spiega Dario Gallina, presidente della Camera di commercio di Torino – Duplice, quindi, l’obiettivo del nostro progetto di internazionalizzazione: da un lato consentire a sempre più aziende torinesi di acquisire le certificazioni di prodotto indispensabili per questi mercati, dall’altro agevolare tutte le imprese già certificate nella ricerca di nuovi clienti e nuovi mercati”.

Per tutte le aziende selezionate sono previsti webinar, interventi formativi sui temi dell’import-export e informazioni relative all’etichettatura dei prodotti. Per le imprese non ancora certificate halal si prevedono corsi di formazione sul tema e presentazione in live session dei maggiori certificatori halal italiani; invece, per quelle già certificate sono previsti incontri btob virtuali con buyer e distributori internazionali selezionati. Le imprese interessate ad aderire al progetto Torino Halal Export Program possono presentare la propria candidatura entro il 21 agosto prossimo.
Sono partner del progetto, oltre al Laboratorio Chimico della Camera di commercio di Torino, l’Università di Torino e Htmc (Halal Trade & Marketing Centre), società di business development con sede a Dubai.

I mussulmani rappresentano, secondo le ultime stime, il 23% della popolazione mondiale, con una crescita media annua pari al 3%. È l’area dell’Asia Pacifico ad ospitare più della metà della popolazione mussulmana mondiale (il 62%), mentre tra Medio Oriente e Nord Africa si colloca il 20% dei fedeli. Seguono l’Africa sub sahariana con il 15% e l’Europa con il 2,7%: qui, comunque, la popolazione mussulmana risulta raddoppiata nel corso degli ultimi 30 anni. Più basse invece le percentuali nelle Americhe, seppur in costante crescita. In particolare, in Italia, i musulmani sono circa 2,6 milioni, il 4,3% della popolazione, dato inferiore alla media europea (5%) ma con un aumento annuo pari a 100 mila soggetti.

Si stima che nel 2050 la popolazione mussulmana rappresenterà il 30% della popolazione mondiale. In questo contesto si sta sviluppando una generazione di giovani mussulmani (il 60% ha meno di 30 anni) ben integrati, con alto potere di acquisto, amanti della cultura e dei prodotti occidentali, che cercano soluzioni halal per non rinunciare ad uno stile di vita più moderno, pur continuando ad osservare con orgoglio i valori della tradizione. Il mercato islamico, che a livello globale nel 2019 valeva 2,2 trilioni di dollari, continua a registrare uno sviluppo costante dovuto sia all’incremento demografico della popolazione musulmana, sia alla crescita della domanda da parte della classe media.