Perché anche la Fondazione Crc di Cuneo ha deciso di accettare l'offerta di Messina

“Fondazione Crc – riporta un comunicato dell'ente cuneese presieduto da Giandomenico Genta - fin dal momento della comunicazione alla stampa dell’offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, ha espresso le proprie riserve sulle condizioni previste nella stessa, ritenendo che non valorizzassero appieno la forza e le potenzialità della banca conferitaria. A partire da questa posizione critica, si sono avviati i più opportuni approfondimenti tecnici e confronti, durante i quali Intesa Sanpaolo ha dimostrato una disponibilità all’ascolto e un riconoscimento dell’importanza, in questa operazione, del territorio cuneese, rappresentato da Fondazione Crc quale primo azionista istituzionale di Ubi Banca. A seguito di queste interlocuzioni, Intesa Sanpaolo ha deliberato un miglioramento dell’offerta pubblica di scambio, con una componente cash da riconoscere a tutti gli azionisti di Ubi aderenti, in misura proporzionale al possesso azionario, pari a 652 milioni di euro”.

“Queste nuove condizioni di offerta sono state analizzate approfonditamente, con il supporto degli advisor Société Générale e Studio Pavesio e Associati, dal consiglio di amministrazione e dal Consiglio generale della Fondazione – continua il comunicato - Entrambi gli Organi hanno espresso un forte apprezzamento per il lavoro svolto dal presidente e dalla struttura e hanno, unanimemente, ritenuto che questi nuovi valori di offerta rappresentino un riconoscimento del valore patrimoniale, organizzativo e commerciale di Ubi Banca, valore evidenziato pienamente, anche nell’ultimo periodo, dalle comunicazioni e dalle iniziative del consiglio di amministrazione della banca stessa. Appena assunta la deliberazione, Fondazione Crc ha tempestivamente avvisato i soci del Car, con i quali si è affrontata l’operazione in stretta e continua collaborazione, segnalando le nuove condizioni di offerta e la propria posizione favorevole all’adesione”.

L’apporto monetario aggiuntivo si quantifica, per Fondazione Crc, in circa 40 milioni di euro di capitale: questa cifra (0,57 euro) sommata al prezzo di mercato raggiunto dal titolo Ubi Banca ieri (3,27 euro) porta la Fondazione a effettuare un’operazione positiva rispetto ai valori contabili di carico. Oltre agli aspetti economici, l’adesione all’Ops da parte di Fondazione Crc ha anche considerato positivamente gli impegni, dichiarati pubblicamente da Intesa Sanpaolo in caso di successo dell’offerta, relativi all’organizzazione territoriale della nuova realtà aggregata: tra questi, l’istituzione, a Cuneo, di una nuova Direzione regionale e di una unità della nuova Impact Bank di Intesa Sanpaolo, gli impegni alle assunzioni di giovani a fronte di uscite esclusivamente su base volontaria, il mantenimento delle linee di credito ai clienti comuni di Ubi Banca e Intesa Sanpaolo senza alcuna riduzione. “La compattezza degli Organi della Fondazione Crc ha consentito di ottenere un grande risultato per il nostro territorio” ha commentato Giandomenico Genta, il presidente della Fondazione.