Ops, il nuovo contrattacco di Ubi Banca

Nuova puntata dell'"affare Intesa Sanpaolo – Ubi Banca". Anzi, nuovo scontro di una "guerra" che si preannuncia senza esclusioni di colpi. Ubi Banca, infatti, ha emesso un altro comunicato, per ribattere a quello diramato il giorno prima da Isp, l'istituto guidato da Carlo Messina. Dopo le “precisazioni” dell'una, ecco quelle dell'altra.

“Per quanto riguarda la ripartizione del valore e delle sinergie derivanti dall’operazione a favore degli attuali azionisti di Ubi Banca – attacca l'istituto pilotato da Victor Messiah . si sottolinea che la valorizzazione di Ubi Banca e Isp a cui fa riferimento Isp nella quantificazione del premio offerto agli azionisti di Ubi Banca è calcolata sui prezzi di mercato dei titoli al 14 febbraio 2020 (giorno di borsa aperta precedente l’annuncio dell’Ops e la presentazione, da parte di Ubi Banca, del Piano Industriale) e non sulla valutazione fondamentale delle due banche. In realtà, il valore di Ubi Banca implicito nel corrispettivo evidenzia uno sconto sul valore fondamentale di Ubi Banca, come rilevato dal Consiglio di amministrazione con il supporto degli advisor finanziari. Inoltre, la valutazione fondamentale delle due banche è stata considerata in ottica c.d. stand alone, senza includere il valore delle sinergie prospettate da Isp. Conseguentemente, il corrispettivo è stato ritenuto dal Consiglio di amministrazione di Ubi Banca non congruo da un punto di vista finanziario,in quanto non riconosce agli azionisti di Ubi Banca: il contributo apportato al valore complessivo della combined entity e un adeguato valore delle sinergie prospettate da Isp”.

Seconda contestazione: “Per quanto riguarda la distribuzione cumulata di dividendi nel triennio 2020-2022 pari a 840 milioni, si evidenzia che il contributo delle operazioni o iniziative di carattere strategico riguardanti partecipazioni/attività pari a circa 350 milioni è da considerarsi all’interno del più ampio insieme di azioni previste nel Piano Industriale Aggiornato. Si osserva, peraltro, che il flusso di dividendi di Isp è stato, negli ultimi anni, alimentato anche da plurime e rilevanti operazioni straordinarie”.

Inoltre, “per quanto riguarda l’assenza di un premio nelle valutazioni relative al concambio dell’eventuale fusione indicata da Isp, si ricorda – scrive Ubi Banca - che nel comunicato dell’emittente è stato specificato che tali valutazioni dovranno adeguatamente esprimere il valore reale di Ubi Banca che il Consiglio di amministrazione non ritiene appropriatamente riflesso nel corrispettivo. Fermo restando quanto già evidenziato in merito al premio indicato da Isp, si sottolinea che il Consiglio di amministrazione ha posto all’attenzione degli azionisti di Ubi Banca la circostanza che il valore di mercato delle Azioni Ubi Banca potrebbe subire possibili oscillazioni legate all’esito dell’Ops”.

E ancora: “per quanto riguarda le considerazioni sulla fusione, il Consiglio di amministrazione di Ubi Banca ha evidenziato come, considerati i diversi presidi posti dalla normativa, Isp – in assenza di fusione – non potrebbe legittimamente imporre a Ubi Banca operazioni che violino i principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale della medesima e che contrastino con il suo interesse sociale, non potendo l’esistenza di un azionista di controllo, che intenda indirizzare la gestione della controllata, comportare l’abbandono del principio giuridico in forza del quale ogni società deve essere gestita dai propri amministratori perseguendo e tutelando l’interesse di tutti gli azionisti. In particolare, nel caso in cui non venisse realizzata la fusione, Isp non potrebbe legittimamente imporre a Ubi Banca di dare corso alla cessione del ramo bancario a Bper e, conseguentemente, alla cessione dei rami assicurativi a UnipolSai”.

Infine: “per quanto riguarda le considerazioni riguardanti le valutazioni del Consiglio di amministrazione relative alla non congruità del corrispettivo, si rileva che nel comunicato dell’emittente viene fornita ampia e motivata informativa in merito ai criteri, metodologie e informazioni utilizzati, ivi inclusa la mancanza di un piano industriale di Isp aggiornato”.