In Piemonte salite a 1.475 le imprese attive nel commercio al dettaglio via Internet

Nel trimestre marzo-maggio 2020, l'Italia ha registrato un boom del commercio elettronico, le cui vendite ai consumatori finali sono salite del 31,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ammontando a 1,937 miliardi. Nel corso dell’emergenza sanitaria le micro e piccole imprese hanno significativamente aumentato l’utilizzo del canale digitale per relazionarsi con clienti e fornitori. Secondo una ricerca di Confartigianato, il 56,7% delle imprese intervistate ha implementato l’utilizzo di una o più tecnologie digitali, tra le quali sito web, social network, piattaforme di videoconferenze, formazione on-line ed e-commerce. E recenti analisi della stessa Confartigianato hanno evidenziato che, nel corso della crisi Covid-19, il tasso di crescita delle pmi attive nell’e-commerce è raddoppiato, salendo, al 19,8%, un ritmo doppio del tasso di trend del 10,9% medio annuo.
A sua volta, Infocamere-Unioncamere ha rilevato che in Piemonte le imprese attive nel commercio al dettaglio effettuato via Internet al 31 marzo scorso erano 1.475, mentre ne aveva censite 1.370 alla stessa data del 2019 e 1.045 cinque anni prima. In particolare, alla fine del marzo scorso, la provincia di Torino ne contava 857 (585 il 31 marzo 2015), il Cuneese 155 (90), il Novarese 122 (86), l'Alessandrino 107 (70), l'Astigiano72 (46), il Biellese 71 (66), il Vercellese 52 (26) e il Verbano-Cusio-Ossola 39 (40). In tutta l'Italia, sono risultate 22.081, a fronte delle 12.995 attive cinque anni prima.

Nel 2019, i prodotti maggiormente acquistati on line sono abiti e articoli sportivi, che registrano una quota di acquirenti pari al 43,8% del totale degli e-shoppers; seguono articoli per la casa con il 38,7%, libri ed e-book con il 25,%, attrezzature elettroniche con il 21,7% e prodotti alimentari con il 12,9%. Tra i servizi si osserva una maggiore propensione all’acquisto in Rete per pernottamenti di vacanze con il 29,4%, altre spese di viaggio per vacanze con il 26,7%, biglietti per spettacoli con il 20,4%, film e musica con l’11,0% e servizi di telecomunicazione con il 10,9%.