Il 15% degli alberghi ancora chiuso

Il 15% delle strutture alberghiere ed extralberghiere non ha ancora riaperto i battenti per la stagione estiva. Che si prospetta critica anche sotto il profilo occupazionale, con il 98,4% delle imprese che ritiene di dover ridurre gli addetti – fissi e stagionali - rispetto allo scorso anno. E’ quanto mostra l’indagine sull’impatto dell’emergenza Covid realizzata da Unioncamere e Isnart (Istituto nazionale di ricerche turistiche). A determinare la scelta di restare ancora chiusi sono gli elevati costi di adeguamento imposti dalle linee guida del Comitato Tecnico Scientifico (segnalati dal 46% delle realtà che non hanno riaperto), e le scarse prenotazioni, indicate dal 34% delle imprese ancora non operative. Per agosto, infatti, solo il 36,6% delle camere disponibili è al momento prenotato, con una marcata differenziazione a livello territoriale: nelle regioni centrali la quota si attesta intorno al 40%, mentre nel Nord Ovest scende al 29,3%. Il Sud e le isole vedono quasi il 34% delle camere prenotate. Con queste premesse, non stupisce quindi che oltre l’80% delle imprese prevede che chiuderà l’anno in perdita, in considerazione dei costi sostenuti e delle prenotazioni attualmente ricevute.