Fondazione De Mari, d'oro il bilancio 2019

Anno d'oro, quello passato, per la Fondazione De Mari di Savona. Nel 2019, infatti, la Fondazione presieduta da Federico Delfino, ha avuto un avanzo d'esercizio (utile netto) di 5,701 milioni, a fronte di 1,823 milioni del 2018. Grazie, soprattutto, al più che raddoppio dei proventi, saliti da 3,596 a 8,569 milioni, mentre gli oneri sono passati da 1,116 a 1,404 milioni. In particolare, la Fondazione, che ha come vice presidente del consiglio di amministrazione Attilio Caviglia e come direttore Anna Cossetta, ha avuto un dividendo di 7,018 milioni dalla Cdp – Cassa Depositi e Prestiti, della quale possiede 943.368 azioni, pari allo 0,275 del capitale. Tra le altre sue partecipazioni figurano 16.923.685 azioni della travagliata Banca Carige (0,0022%), che aveva assorbito la Cassa di risparmio di Savona, dalla quale la Fondazione De Mari ha tratto origine.

Dell'avanzo di gestione, 2,248 milioni sono stati destinati al fondo di stabilizzazione delle erogazioni, riserva per i tempi difficili portata così a 4 milioni. A proposito di erogazioni, l'anno scorso, la Fondazione savonese ne ha deliberate 146 per complessivi 1,762 milioni, a favore della comunità locale.

Il patrimonio netto della Fondazione De Mari al 31 dicembre scorso è salito a 112,058 milioni dai 110,918 emersi alla stessa data del 2018. Il totale dell'attivo è cresciuto da 119,468 a 124,308 milioni.