Una nuova impennata del debito pubblico ad aprile aumentato di 36 miliardi di euro La quota degli stranieri scesa al 30,3%

Nuova, inevitabile impennata del debito pubblico italiano. In aprile, come comunicato dalla Banca d'Italia, il debito delle Amministrazioni pubbliche è balzato a 2.467,064 miliardi, 36 miliardi in più rispetto al mese prima (l'incremento è stato dell'1,48%). Il risultato del 30 aprile è vicinissimo al record storico di luglio 2019, quando il debito pubblico italiano ammontò a 2.467,442 miliardi. Il primato, negativo, è stato mancato per 378 milioni; ma, certamente, cadrà prossimamente.

Comunque, tornando al consuntivo, emerge che, al 30 aprile, la Banca d'Italia detiene il 17,37% del debito pubblico nazionale, essendone creditrice per 444,528 miliardi, 22,311 miliardi in più rispetto al 31 marzo, quando il suo credito era di 422,271 miliardi, pari al 17,37% del debito. Per quanto riguarda la quota degli stranieri, il dato più aggiornato è quello al 31 marzo, quando la quota del debito pubblico in mano a soggetti esteri è risultata del 30,31%, pari a 737,348 miliardi, mentre era del 32,04% il mese prima (784,096 miliardi). 

Sempre la Banca d'Italia, ha rilevato che l'insieme delle amministrazioni pubbliche locali a fine aprile aveva un indebitamento di 87,019 miliardi, così distribuiti: 33,071 miliardi in capo alle Regioni e alle Province autonome; 6,531 miliardi in capo alle Province ordinarie e alle Città metropolitane, 35,648 miliardi in capo ai Comuni e 11,138 miliardi agli altri enti territoriali.