Senza il Covid-19 i musei italiani nel 2020 avrebbero avuto 60 milioni di visitatori mancati incassi per 78 milioni in tre mesi

Il Covid-19 ha contagiato anche i musei. A seguito della chiusura al pubblico, necessaria per il contenimento del contagio, infatti, le sole strutture statali del patrimonio culturale hanno perso quasi 19 milioni di ingressi, da marzo a maggio, con un danno economico stimato in 78 milioni di euro, in termini di mancati incassi. L'Istat lo ha calcolato basandosi non soltanto sul fatto che, nel corrispondente trimestre dell'anno scorso, gli stessi musei avevano registrato oltre 17 milioni di visitatori, realizzando introiti lordi per 69 milioni di euro; ma anche sugli andamenti prima della crisi scatenata dalla pandemia.

Senza il Coronavirus, quest'anno, il sistema museale italiano avrebbe potuto realizzare un incremento dell'8,1% del numero di visitatori rispetto al 2019 e un aumento del 12,8% degli introiti lordi. Per il 2020, infatti, il pubblico dei musei, dei monumenti e delle aree archeologiche a gestione statale sarebbe stato complessivamente di 59,2 milioni di visitatori e avrebbe permesso di realizzare entrate per oltre 273 milioni di euro.

Fino al 2019, i musei statali avevano visto un rapido incremento della platea dei visitatori, aumentati del 46,8% dal 2010, mediamente al ritmo di 1,7 milioni in più ogni anno. La pandemia ha arrestato improvvisamente questa tendenza, azzerando una partecipazione storicamente in crescita.

Comunque, il censimento dei musei e delle istituzioni similari in Italia, condotto nel 2018, descrive un patrimonio culturale composto da 4.908 istituzioni, tra musei, aree archeologiche e monumenti, statali e non statali, aperti al pubblico. E’ un patrimonio diffuso su tutto il territorio nazionale, che complessivamente ha attratto, due anni fa, oltre 128 milioni di visitatori, tra italiani e stranieri.

Di questo straordinario e ricchissimo tesoro, il 9,4% (pari a 460 strutture) è rappresentato da musei, monumenti e aree archeologiche statali, che hanno avuto, allora, circa 54 milioni di visitatori, pari al 42,1% del totale (l'utenza media è sei volte maggiore di quella non statale). Del resto, fra queste istituzioni culturali si trovano il Pantheon, il Colosseo, il Foro romano e Palatino, l’Area Archeologica di Pompei, il Museo e Parco di Capodimonte, le Gallerie degli Uffizi e il Vittoriano. Che, insieme, nel 2018 hanno totalizzato 28,4 milioni di visitatori, pari al 22% del pubblico complessivo dell’intero patrimonio culturale italiano, statale e non statale.

Oltre la metà delle strutture a titolarità statale è localizzata in quattro regioni: Lazio (92), Campania (65), Toscana (56) ed Emilia-Romagna (32). I comuni con il maggior numero sono quelli di Roma e Firenze, rispettivamente con 42 e 23. Però, tra i primi 10 comuni con il maggior numero di testimonianze della ricchezza storico-culturale, architettonica e archeologica dell’Italia figurano anche Napoli (10), Bacoli (8), Parma (6), Ravenna (6), Siena (6), Trieste (6), Venezia (5) e Arezzo (4).

Quasi 55 milioni di persone hanno visitato le strutture statali nel 2019, con un incasso di oltre 242 milioni di euro. Lazio, Campania e Toscana raccolgono quasi l’80% del pubblico e degli incassi. I monumenti e le aree archeologiche accolgono più della metà del totale dei visitatori (quasi 29 milioni); un quarto si concentra nei musei (14 milioni), mentre il 21,3% (quasi 12 milioni) ha acquistato un biglietto integrato per visitare le strutture di circuiti museali. Il record storico di 55,3 milioni di visitatori è stato raggiunto nel 2018.

Anche nel 2019 il pubblico si è concentrato prevalentemente sulle strutture più note a livello internazionale: le prime dieci istituzioni statali più visitate hanno attratto il 42% dei visitatori dell’intero sistema museale statale. Primi fra i monumenti e le aree archeologiche sono il Colosseo e il suo parco archeologico (oltre 7,6 milioni di visitatori), Pompei (3,9 milioni), Castel Sant’Angelo (1,2), ma anche la Venaria Reale (837 mila), la Reggia di Caserta (728 mila), Villa Adriana e villa D’Este (720 mila). In cima alla classifica dei musei e delle gallerie, invece, primeggiano le Gallerie degli Uffizi (4,4 milioni di ingressi) e la Galleria dell’Accademia di Firenze (1,7), seguite dal Museo Egizio (853 mila) e dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli.