Rapporto di Bankitalia sulla Valle d'Aosta lavoro e turismo sono destinati a soffrire

La pandemia di Covid-19 ha colpito l'economia valdostana in una fase di rallentamento, dato che la crescita del Pil nel 2019 si sarebbe pressoché arrestata, dopo un biennio di significativa ripresa. Sull'andamento dell'anno scorso ha influito soprattutto l'industria, che ha risentito del rilevante calo delle esportazioni. Nel terziario l'attività ha continuato a crescere, sostenuta dal comparto turistico, dove i pernottamenti sono ancora aumentati, seppure in misura contenuta e solo nella componente nazionale. Nell'edilizia la produzione è rimasta su livelli storicamente bassi. La redditività e la liquidità del complesso delle aziende si sono mantenute elevate. Nel mercato del lavoro è proseguita la moderata ripresa dell'occupazione in corso dal 2017. La dinamica dei finanziamenti al settore privato non finanziario è ulteriormente peggiorata, riflettendo l'andamento di quelli alle imprese. Per contro, l'espansione dei prestiti alle famiglie è rimasta solida. La rischiosità del credito ha continuato a scendere, sia per le imprese sia per le famiglie.

Lo riporta la Banca d'Italia, nel suo Rapporto sull'economia della Valle d'Aosta nel 2019, aggiungendo che il settore più colpito nella fase attuale è quello del turismo, che negli ultimi anni aveva fatto registrare una rilevante espansione, sostenuta soprattutto dalla componente estera. L'epidemia ha provocato il quasi totale azzeramento dell'attività nel mese di marzo. Gli operatori turistici inoltre esprimono preoccupazione per l'andamento della stagione estiva. Nella media del triennio 2017- 19 nei mesi di luglio e agosto si era concentrato oltre un terzo dei pernottamenti registrati durante l'intero anno. Quanto all'industria, i tre quarti delle aziende prevedono una riduzione del fatturato nel primo semestre del 2020 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Dal punto di vista finanziario l'effetto recessivo indotto dall'epidemia ha sottoposto da inizio marzo le imprese a uno stress rilevante. Nel primo trimestre del 2020 il calo dei prestiti alle imprese si è accentuato, riflettendo soprattutto la dinamica nel comparto manifatturiero. La contrazione è comunque proseguita anche negli altri settori.

L'andamento dell'occupazione, già indebolitosi nel secondo semestre del 2019, è peggiorato nel primo trimestre dell'anno in corso, con l'insorgere dell'emergenza sanitaria (-0,3% rispetto allo stesso periodo del 2018). La sospensione di numerose attività economiche introdotte nel mese di marzo ha coinvolto oltre un terzo degli occupati, valore in linea con quello medio nazionale. E' verosimile che la dinamica occupazionale risentirà, nei prossimi mesi, dell'emergenza sanitaria in atto; i lavoratori più esposti sono in particolare quelli con contratti a termine, specie stagionali, quelli autonomi e, in generale, gli addetti al commercio, turismo e tempo libero, la cui incidenza è in Valle d'Aosta maggiore della media nazionale. Tra il 23 febbraio e il 23 aprile 2020 le attivazioni di posizioni lavorative nel settore privato sono calate di oltre il 55% rispetto allo stesso periodo del 2019, in misura più intensa della media nazionale.

Nel primo trimestre del 2020 le nuove erogazioni di credito al consumo e di mutui si sono ridotte, riflettendo il brusco calo della spesa per beni durevoli, in particolare di autoveicoli e la significativa contrazione delle compravendite di case.

L'emergenza sanitaria impatterà negativamente anche sui bilanci degli enti territoriali dal lato sia delle spese sia delle entrate. Tutti gli enti valdostani all'inizio del 2019 presentavano una situazione di avanzo di bilancio. Con particolare riferimento ai Comuni, nostre stime suggeriscono che la perdita di gettito delle entrate tributarie ed extra tributarie dovuta agli effetti dell'epidemia e ai provvedimenti adottati per mitigarne le conseguenze economiche è stata pari sino al mese di maggio a circa il 3% delle entrate correnti annue, valore inferiore alla media nazionale.

Per mitigare gli effetti economici dell'epidemia sulle famiglie e sulle imprese la Regione ha disposto una serie di misure di sostegno, che integrano quelle decise a livello nazionale.