Le ore lavorate diminuite di quasi l'8% continua a crescere il costo per le imprese

Nel primo trimestre di quest'anno, le ore lavorate in Italia sono diminuite del 7,5% rispetto al trimestre precedente e del 7,7% rispetto allo stesso periodo 2019. Lo riferisce l'Istat, commentando che “tali dinamiche risultano coerenti con la fase di eccezionale caduta dell’attività economica che, nell’ultimo trimestre, ha risentito degli effetti della crisi sanitaria, con una flessione del Pil pari a -5,3% in termini congiunturali”.

Il numero di persone occupate è diminuito di 101 mila unità (-0,4%), a seguito dell’aumento dei dipendenti a tempo indeterminato e del forte calo di quelli a termine e degli indipendenti; così il tasso di occupazione è sceso al 58,8% (-0,2 punti rispetto al quarto trimestre 2019). In aprile, poi, l’effetto dell’emergenza Covid-19 è ancora più evidente: gli occupati calano di 274 mila unità (-1,2%) rispetto a marzo e il tasso di occupazione scende al 57,9% (-0,7 punti in un mese).

Nel confronto annuo, per il dodicesimo trimestre consecutivo, a ritmi ancora più intensi, si riduce il numero di persone in cerca di occupazione (-467 mila in un anno, -16,3%) e aumenta, a un ritmo sostenuto, il numero di inattivi di 15-64 anni (+290 mila in un anno, +2,2%). Il tasso di disoccupazione è in diminuzione rispetto sia al trimestre precedente sia a un anno prima e si associa all’aumento del tasso di inattività delle persone con 15-64 anni. In aprile si accentuano ulteriormente il calo del tasso di disoccupazione e la crescita di quello di inattività.

Dal lato delle imprese, si registra una diminuzione della domanda di lavoro su base congiunturale, con un calo delle posizioni lavorative dipendenti dello 0,5% sul trimestre precedente, a fronte di un aumento dello 0,6% su base annua. La riduzione delle posizioni lavorative è associata a una notevole diminuzione delle ore lavorate per dipendente, pari a -8,8% su base congiunturale e a -9,4% su base annua. Il ricorso alla cassa integrazione registra una variazione positiva pari a 68,6 ore ogni mille ore lavorate. Il costo del lavoro registra un aumento dello 0,6% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% rispetto al primo trimestre 2019. L'incremento è determinato dalla crescita delle retribuzioni (+0,4%) e degli oneri sociali (+1,0%) su base congiunturale e dal proseguimento della crescita su base annuale, sia delle retribuzioni (+0,7%) sia degli oneri sociali (+1,2%).