Ires: dalle Fondazioni bancarie piemontesi oltre 24 milioni per fronteggiare Covid-19

Le Fondazioni piemontesi di origine bancaria hanno reagito all’emergenza Covid dimostrando di essere attori attenti dei rispettivi territori e di rappresentare un’importante supporto sociale: nel complesso, hanno messo a disposizione più di 24 milioni di euro, senza conteggiare l’operazione dell’ospedale temporaneo alle Ogr di Torino. È la sintesi del principale capitolo del nuovo rapporto settimanale che Ires Piemonte ha presentato al Gruppo di monitoraggio istituzionale della Fase2, coordinato dal vicepresidente della Regione, Fabio Carosso e al quale partecipano i presidenti di Provincia, i sindaci delle città capoluogo, l’Unità di Crisi, le associazioni degli enti locali, con il coordinamento delle Prefetture e i capigruppo consiliari (ha il compito di verificare l’andamento della situazione socio-economica, in relazione alle misure assunte per contrastare l’epidemia e alla loro graduale rimozione).

Nel dettaglio, la Fondazione Crc di Cuneo ha finanziato, con il bando “Emergenza per il sociale”, del valore di 600.000 euro, 113 interventi a favore delle fasce più fragili della popolazione. La Compagnia di San Paolo, con il bando “Insieme andrà tutto bene”, ha deliberato 123 interventi di sostegno a persone fragili, minori o famiglie in difficoltà a causa della crisi, per complessivi 1,5 milioni di euro, con “Rincontriamoci” ha sostenuto, con 1.5 milioni, la tenuta di una rete di relazioni e attività di natura culturale. Inoltre, ha deliberato stanziamenti in ambito sanitario per 9,3 milioni e in ambito educativo e carcerario per circa 1,4 milioni. Infine, sempre la Compagnia di San Paolo, ha previsto azioni per fornire liquidità sotto forma di sostegno all’attività istituzionale per gli enti del terzo settore per oltre 11 milioni.

La Fondazione Crt ha stanziato 3 milioni per l’acquisto di 60 nuove ambulanze e mezzi di trasporto per le associazioni del 118 e della Protezione civile, per l’acquisto di materiali urgenti e attrezzature per gli ospedali (letti, ventilatori, mascherine) e ha messo a disposizione, a titolo gratuito, la manica nord delle Ogr, per la realizzazione di una struttura ospedaliera temporanea. Le Fondazioni di Savigliano, Fossano, Saluzzo e Tortona hanno erogato complessivamente oltre 400.000 euro per interventi di prima necessità (tra cui l’acquisto di quattro ventilatori polmonari). La Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria ha erogato 250.000 euro al sistema sanitario e assistenziale della provincia e promosso un’iniziativa che ha coinvolto i cittadini insieme a Fondazione SolidAl per la raccolta di fondi finalizzata all’acquisto di presidi emergenziali, che ad oggi è arrivata a 900.000 euro. La Fondazione Cassa di risparmio di Asti ha stanziato quasi 1,2 milioni destinati ai presidi ospedalieri, sanitari e assistenziali, per fronteggiare le improvvise situazioni di necessità delle scuole per la didattica a distanza e con impegni verso il sociale. La Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli ha erogato 623.000 euro per sostenere i fabbisogni emergenziali, come l’acquisto di dpi per il personale sanitario e per interventi sociali in un’ottica di medio termine. La Fondazione Cr Biella ha stanziato 100.000 euro a favore dell’ospedale, ha predisposto un bando straordinario (“Comunità fragile”) in collaborazione con Banca Simetica del valore di 200.000 euro per l’assistenza alle persone in difficoltà, ha deliberato l’acquisto di arredi finalizzati all’allestimento di una struttura per la post degenza Covid per 25.400 euro e altri 200.000 euro con Biverbanca-Gruppo Banca Cr Asti per azioni di sostegno per la ripartenza del territorio.

Anche in questa occasione - ha rilevato Fabio Carosso - le Fondazioni bancarie, a cui va il nostro ringraziamento, hanno dato un supporto fondamentale nel sostenere il sistema socio-economico piemontese in un momento di grande crisi, mostrando, come sempre, una grande sensibilità su più fronti, da quello delle povertà, a quello sanitario alla ripresa della socialità. Più in generale il rapporto Ires ci restituisce l’immagine di un Piemonte in ripresa, anche se esistono aree, come quello della cultura e degli spettacoli, che soffrono ancora e che colpiscono soprattutto i giovani. Resta poi la preoccupazione per l’automotive, che in Piemonte non è solo Fca”.