Intesa Sanpaolo cede altri sportelli a Bper per il via libera alla ops con Ubi Banca

Nuova puntata dell'affare Intesa Sanpaolo-Ubi Banca. Intesa Sanpaolo recepisce i rilievi dell'Antitrust e, perciò, manifesta la volontà di cedere un altro gruppo di sportelli a Bper Banca, già pronta a rilevarli. “Con riferimento all’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria avente a oggetto massime n. 1.144.285.146 azioni ordinarie di Ubi-Unione di Banche Italiane, comunicata in data 17 febbraio 2020 e oggetto di successivo comunicato stampa di avvenuto deposito del documento di offerta alla Consob in data 6 marzo 2020 – scrive Intesa Sanpaolo - si rende noto che in data odierna è stato concluso un accordo integrativo dell’accordo vincolante, reso noto il 17 febbraio scorso, sottoscritto da Intesa Sanpaolo con Bper Banca in merito alla cessione di un ramo d’azienda costituito da un insieme di filiali del Gruppo risultante dall’operazione e dai rispettivi dipendenti e rapporti con la clientela”.

Intesa Sanpaolo aggiunge: “A seguito della comunicazione delle risultanze istruttorie da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm), il ramo d’azienda oggetto di cessione è stato ulteriormente e coerentemente specificato. Il corrispettivo in denaro è stato determinato in un importo pari al minore tra il 55% del patrimonio in termini di Common Equity Tier 1 del ramo e il 78% del multiplo implicito pagato da Intesa Sanpaolo per il patrimonio in termini di Common Equity Tier 1 di Ubi Banca”.

A sua volta, Bper ha comunicato che “La natura dell’ accordo integrativo conferma il razionale strategico e industriale dell’operazione, in linea con gli obiettivi di crescita dimensionale e consolidamento del posizionamento competitivo del Gruppo Bper, rafforzandone sia la base di clientela che le quote di mercato in regioni di grande rilevanza economica dove attualmente Bper ha una presenza limitata. L’accordo integrativo prevede un limitato ampliamento del Ramo a 532 filiali a fronte delle 400-500 originariamente indicate. Il Ramo sarà composto da depositi e raccolta indiretta da clientela stimati rispettivamente in circa 29 miliardi e 31 miliardi e da crediti netti stimati in circa 26 miliardi. Oltre il 70% delle masse afferenti al Ramo sono relative a clientela basata nelle regioni settentrionali del Paese. Questo rafforzamento della capacità distributiva di Bper permetterà, tra le altre cose, il pieno utilizzo delle fabbriche prodotto del Gruppo”.

“L’accordo integrativo – aggiunge Bper - prevede che gli impieghi addizionali rispetto a quanto inizialmente ipotizzato, stimati pari a circa 4,5 miliardi, saranno costituiti esclusivamente da impieghi in bonis. Come già comunicato in precedenza, si conferma che il corrispettivo per il Ramo sarà pagato per cassa, e finanziato per mezzo dell’aumento di capitale in opzione agli azionisti di Bper avente importo massimo previsto pari a 1 miliardo, già approvato dall’assemblea dei soci il 22 aprile scorso” e conclude che “l'acquisizione del Ramo è subordinata, tra l’altro, al perfezionamento dell’ops e all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni di vigilanza e antitrust”.