Il patrimonio della Fondazione Cr Biella ha superato i 255 milioni di euro a fine '19

Risultato economico straordinario, quello dell'anno scorso, per la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, presieduta da Franco Ferraris: l'avanzo d'esercizio (utile netto) è stato di 16,969 milioni di euro, a fronte dei 2,653 milioni del bilancio 2018. Il balzo è conseguente, soprattutto, alla rivalutazione netta di immobilizzazioni finanziarie per 9,870 milioni; ma ha contribuito anche l'aumento sia dei dividendi incassati (7,458 milioni, oltre 3 milioni più dell'anno precedente) sia delle gestioni patrimoniali individuali, che hanno reso 1,190 milioni, mentre erano state negative nel 2018. Gli oneri di gestione sono passati da 1,591 a 2,071 milioni; però la componente costituita dai costi per gli organi statutari ha evidenziato il calo da 163.298 a 156.577 euro. Sono più che raddoppiate, invece, le imposte: da 822.872 a 1.938.375 euro.

E' ancora migliorato, quindi, lo stato patrimoniale. Al 31 dicembre scorso, infatti, il patrimonio netto della fondazione biellese, che ha come Segretario generale Mario Ciabattini e come suo vice Andrea Quaregna, è ammontato a 255,207 milioni, quasi 30 milioni in più rispetto alla stessa data precedente (225,595 milioni). E di oltre 10 milioni sono aumentati i fondi per l'attività istituzionale, saliti da 16,659 a 26,703 milioni, dei quali 5,060 milioni costituenti il fondi di stabilizzazione delle erogazioni (era di 2,960 milioni).

La Fondazione Cr Biella, che possiede il 12,91% della Banca di Asti, della quale è perciò il secondo maggiore azionista (primo è la Fondazione Cr Asti con il 31,80%), precedendo anche il Banco Bpm (9,99%), nel 2019 ha deliberato stanziamenti a favore della comunità locale per 4,052 milioni. Nel suo portafoglio si trovano quote anche di Intesa Sanpaolo, dal quale ha incassato un dividendo di 1,970 milioni, Cdp - Cassa Depositi e Prestiti (dividendo di 900.838 euro) e di Banca d'Italia (340.000 euro).