Il Fondo Alberto e Angelica Musy in aiuto dei detenuti del carcere di Torino

Il Fondo Alberto e Angelica Musy ha consegnato alla Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino una fornitura di 1.300 kit di prevenzione del contagio, da distribuire a ciascuna delle persone detenute presente nella struttura. Il kit è composto da 3 mascherine lavabili e una sacca per il bucato. In questo modo, le persone detenute potranno usufruire di un numero di mascherine riutilizzabili, utile a soddisfare i requisiti minimi di protezione individuale e di una sacca che permetta loro di raccogliere gli indumenti, consegnarli al servizio interno di lavanderia senza il rischio che questi vengano persi o mischiati con gli indumenti altrui.

Il materiale contenuto nel kit è realizzato dalle donne detenute ed ex-detenute che lavorano nelle Cooperative Sociali Patchanka e Impatto Zero attive nel progetto Lei (Lavoro Emancipazione Inclusione), che offre alle donne opportunità di formazione, occupazione e reinserimento sociale, abitativo e lavorativo, accompagnandole nel percorso di esecuzione penale con una metodologia multidimensionale, finalizzata all’acquisizione e allo sviluppo di competenze professionali, relazionali, nonché al miglioramento dell’autostima e della consapevolezza delle proprie possibilità.

La fornitura consegnata ha un costo unitario di 11,50 euro, per cui la donazione totale e di 14.950 euro. Fondi raccolti grazie al contributo dei cittadini, amici del Fondo Musy.

Angelica Musy, moglie di Alberto e animatrice del Fondo ha commentato:“La pandemia non ha risparmiato gli istituti penitenziari. Anzi, ne ha stravolto le abitudini, i protocolli di sicurezza, l’organizzazione. Non ci siamo fermati e abbiamo provato a fare qualcosa, pur nel nostro piccolo, per alleviare qualche difficoltà, dare qualche strumento utile per sentirsi più sicuri e curati. Anche ai nostri sostenitori rivolgiamo l’invito a continuare ad aiutarci a dare un senso concreto alle parole riabilitazione e dignità delle persone detenute. Anche un piccolo contributo è significativo in questa fase”. E Domenico Minervini, direttore del Carcere di Torino: “La Casa Circondariale di Torino è stata definita dai mass media “l’istituto più infetto d’Italia!!!”. L’individuazione di 78 detenuti positivi al Covid-19 sembra coerente con tale infelice definizione, ma in realtà tale difficilissimo momento vissuto dal carcere torinese è stato brillantemente affrontato e superato grazie alla professionalità del personale dell’Amministrazione Penitenziaria e dell’Asl, ma anche grazie alle numerose donazioni qui pervenute frutto della sempre presente sensibilità della comunità torinese nei confronti di questo istituto di pena”.