I fornitori della Pubblica amministrazione aspettano il pagamento di 49,4 miliardi

Secondo l’Eurostat, i debiti commerciali della nostra Pubblica amministrazioni (Pa) sono in aumento. I mancati pagamenti di parte corrente hanno toccato, il 31 dicembre scorso, i 49,4 miliardi di euro. Le cifre riportate dall’Eurostat evidenziano, inoltre, che negli ultimi quattro anni lo stock complessivo è in costante crescita: se nel 2016 i debiti di parte corrente erano pari a44,3 miliardi, nel 2017 sono saliti a 45,6, nel 2018 hanno toccato i 47,8 per superare i 49,4 l’anno scorso, quando sono risultati pari al 2,8% del Pil (tra i 27 paesi Ue, solo la Croazia, con il 2,9%, ha registrato una incidenza più elevata).

Con il decreto Rilancio, il governo ha messo a disposizione di Regioni, Asl ed enti locali 12 miliardi di euro per liquidare i debiti commerciali maturati entro della fine del 2019. Una somma che dovrebbe contribuire ad abbassare lo stock, anche se la soluzione più efficace per azzerare o quasi i mancati pagamenti potrebbe essere quella di ricorrere al cosiddetto Fondo salva Stati (Mes). Considerando che circa la metà dei debiti commerciali della nostra Pa sono ad appannaggio della sanità, il ricorso al fondo per 36-37 miliardi di euro potrebbe consentire all’Amministrazione pubblica di erogare una buona parte di queste risorse ai fornitori delle aziende sanitarie, che da sempre subiscono i ritardi di pagamento più pesanti.