Fondazione Carige, ceduta metà quota Cdp ancora disavanzi pregressi per 626 milioni

Fondazione Carige ha venduto metà del suo tesoro costituito dalle azioni Cdp (Cassa Depositi e Prestiti). Lo si legge nel capitolo del bilancio 2019 relativo ai fatti di rilievo successi dopo la chiusura dell'esercizio. L'ente genovese ha ceduto 600.000 azioni Cdp, incassando 35,8 milioni, con una plusvalenza di 20,9 milioni. Prima dell'alienazione aveva 1.269.882 azioni Cdp, pari allo 0,37% del capitale e che, l'anno scorso, hanno fruttato un dividendo di 9,448 milioni, equivalenti a più dell'83% dei proventi complessivi della Fondazione (il risultato delle gestioni patrimoniali individuali è stato di 1,8 milioni). Nel 2018, il dividendo Cdp era stato di 5 milioni.

Grazie al boom del dividendo Cdp e al contenimento degli oneri in 1,462 milioni, la Fondazione genovese ha chiuso il bilancio 2019 con un avanzo di 7,687 milioni, dei quali 1,936 sono stati destinati a copertura dei disavanzi pregressi. Già, perché Fondazione Carige al 31 dicembre 2018 presentava disavanzi portati a nuovo per 626,58 milioni di euro, diventati 624,66 alla fine dell'anno scorso. Comunque, la Fondazione vanta un patrimonio netto di 58,888 milioni.

Fra l'altro, nel bilancio si legge che, nel 2019, la Fondazione ha azzerato il valore delle azioni di Banca Carige, della quale possedeva ancora lo 0,008%, dopo esserne stata, per tanti anni, il socio di riferimento con quasi la metà del capitale. Dal bilancio emerge anche che, nel 2019, Fondazione Carige ha deliberato stanziamenti per 429,277 euro, che, con i 798.632 relativi a esercizi precedenti, portano il totale dell'anno a 1.227.909 euro, cifra comunque inferiore alla somma dei costi dell'esercizio, fra i quali si trovano 307.405 euro per consulenti e collaboratori esterni, 109.405 euro per servizi di gestione del patrimonio e 189.758 euro per compensi e rimborsi spese degli organi statutari (il presidente ha ricevuto 43.200 euro, il consiglio di amministrazione 50.086 e quello di indirizzo 20.971).