Cosa bisogna sapere sul Superbonus 110%

di Agostino Re Rebaudengo*

Introdotto dal Decreto Rilancio, il cosiddetto Superbonus 110% di cui si parla molto, deve essere ancora convertito in legge. In attesa di un’analisi più approfondita, di seguito un commento sulle opportunità e i rischi di questa misura. Superbonus 110%, cosa è: sono nuove misure per favorire il miglioramento energetico (Ecobonus) e sismico (Sismabonus) delle abitazioni, grazie alla possibilità di detrarre fino al 110% le spese sostenute per questi interventi. Con il Superbonus si potranno, dunque, effettuare lavori in casa praticamente a costo zero.

Chi usufruisce dell’intervento può scegliere tra: la detrazione fiscale in cinque anni; lo sconto in fattura immediato; la cessione del credito a banche e istituti finanziari. Possono usufruire del Superbonus: i condomini (sia prima sia seconda casa); le persone fisiche per l’abitazione principale; gli Istituti Autonomi Case Popolari; le cooperative di abitazione a proprietà indivisa.

I lavori “trainanti” ammessi al Superbonus sono: interventi antisismici,volti a migliorare la prestazione sismica ovvero a ridurre il rischio sismico dell’edificio, a patto che si trovi in zona sismica 1, 2 o 3, cioe circa l’80% del territorio (il limite di spesa è 96.000 euro per unità immobiliare); isolamento termico della casa (il limite di spesa è 60.000 euro per unità immobiliare); sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, con sistemi di efficienza almeno pari alla classe A: caldaia a condensazione (ma solo nel caso dei condomini); pompa di calore (inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo); microcogeneratori, oggi il sistema più efficiente per generare energia elettrica e termica con emissioni 20 volte inferiori a una caldaia (il limite di spesa è di 30.000 euro per unità immobiliare). Se abbinati a uno di questi interventi, anche l’installazione di pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo, così come gli interventi che attualmente accedono all’Ecobonus (ad esempio la sostituzione degli infissi), accedono all’aliquota del 110%.

Gli interventi devono portare a un miglioramento di almeno due classi energetiche, dimostrato da un attestato di prestazione energetica (Ape) ante e post intervento. Si può accedere al Superbonus fino al 31 dicembre 2021 (probabile estensione anche per il 2022).

Il Superbonus potrà contribuire a promuovere la ripresa economica del Paese post Covid-19; migliorare le prestazioni energetiche del patrimonio edilizio italiano, che vede oggi la maggior parte degli edifici in classe energetica G. Il settore residenziale assorbe il 28% dei consumi finali di energia in Italia, di cui circa i due terzi per il riscaldamento. La riqualificazione energetica del parco residenziale porterà sicuramente a un minore impiego di energia, con effetti di riduzione delle emissioni climalteranti e inquinanti.

Pur dovendo attendere la conversione in legge per formulare un giudizio finale, il Superbonus potrebbe essere frenato dalla complessità burocratica, che già ha ostacolato gli incentivi Ecobonus e Sismabonus in passato; produrre risultati insufficienti dal punto di vista costi/benefici, perché il salto di sole due classi energetiche è poca cosa. essendo la maggior parte delle abitazioni italiane in classe energetica G, cioè la peggiore. Per migliorare il Superbonus, occorre ridurre la complessità burocratica; definire, con chiarezza, la possibilità di cessione del credito ai fornitori o alle banche;i ntrodurre una proporzionalità della detrazione, in base al “salto di classe energetica” generato dall’intervento. Un altro fronte importante per la riqualificazione energetica del parco edilizio, sarebbe l’apertura all’autoconsumo collettivo dell’energia elettrica autoprodotta, in linea con quanto richiesto dalle Direttive europee. Oggi, infatti, l’elettricità prodotta da un impianto fotovoltaico o da un microcogeneratore in un condominio può rifornire solo l’utenza dei servizi comuni (es. ascensore e luce delle scale) e non ciascun condòmino.

È importante che si giunga, al più presto, a un quadro normativo che permetta l’autoconsumo collettivo dell’energia prodotta da rinnovabili e microcogenerazione, eventualmente abbinate a sistemi di accumulo; promuova gli investimenti in nuovi sistemi di autoconsumo, garantendone la ragionevolezza da un punto di vista economico; sia chiaro e semplice per i cittadini.

* Presidente di Asja Italia e di Elettricità Futura (www.rerebaudengo.it)