Voucher al posto dei rimborsi immediati per salvare l'industria europea del turismo

Voucher temporanei per alleviare la grave crisi di liquidità del settore turistico in Europa, messo in ginocchio dall’emergenza coronavirus. E’ questa la richiesta avanzata dalle Camere di commercio europee, con un occhio alla raccomandazione appena pubblicata dalla Commissione Ue e uno ai governi che dovranno prendere le opportune misure al riguardo. In Europa, il turismo conta 2,4 milioni di imprese, vale a dire il 10% della base imprenditoriale, impiega 13,6 milioni di persone, ovvero il 9,5% della forza lavoro e produce il 5,8% del valore aggiunto della business community, al netto della finanza.

A dirlo è una nota di Eurochambres, l’associazione delle Camere di commercio europee alla quale aderisce Unioncamere, sulla base di un’indagine svolta su un campione delle oltre 20 milioni di imprese che rappresenta, secondo cui “l’introduzione di un sistema di voucher al posto dei rimborsi in contanti per le cancellazioni delle prenotazioni è la migliore soluzione per dare ossigeno all’industria dei viaggi, ospitalità e trasporti in Europa, prevenendo così le insolvenze e differendo l’obbligo dei pagamenti”. E, in questa direzione, l'associazione auspica che venga adottato un approccio armonico a livello europeo. Stando ai risultati dell’indagine, infatti, le cancellazioni di stanze di hotel, di viaggi e di trasporti (specialmente aerei) stando portando quasi a zero il fatturato di molte imprese del settore, a fronte di salari e affitti che devono essere pagati.

Nella proposta avanzata dalle Camere di commercio europee alla Commissione UE, i voucher non comporterebbero una modifica permanente dei diritti del consumatore. Il titolo, infatti, dovrebbe solo posporre il diritto al rimborso sino alla scadenza del 31 dicembre giunta la quale, se il viaggiatore non dovesse avere riscattato il voucher, l’operatore sarà chiamato a rifondere il valore entro 14 giorni.