Sanlorenzo mira al controllo di Perini Navi

Sanlorenzo, la società ligure controllata e comandata dal torinese Massimo Perotti sta valutando l’eventuale ingresso nel capitale sociale di Perini Navi e, allo scopo, ha ottenuto da Fenix, società riferibile alla famiglia Tabacchi e da Lamberto Tacoli, il riconoscimento di un periodo di esclusiva per porre in essere le opportune verifiche. Perini Navi è attualmente posseduta dalla famiglia Tabacchi e da Lamberto Tacoli, nonché da Fabio Perini anche indirettamente. All’esito dell’operazione, ove realizzata, è previsto che Perini Navi sia partecipata in maggioranza da Sanlorenzo.

Perini Navi, cantiere fondato nel 1983 da Fabio Perini, è leader mondiale nella costruzione di imbarcazioni a vela oltre i 40 metri di lunghezza ed è sinonimo di eccellenza nel segmento delle unità a vela di alta gamma, così come Sanlorenzo lo è in quello degli yacht a motore. Segmenti, dimensioni di business e percorsi diversi, accomunati dagli stessi valori fondanti, rappresentati da un limitato numero di imbarcazioni prodotte ogni anno, dal design inimitabile, realizzate su misura con la massima qualità e destinate a una esperta e sofisticata clientela internazionale. Si tratterebbe quindi di un’operazione coerente con il modello di business di Sanlorenzo, che ha dimostrato e sta dimostrando la sua efficacia e permetterebbe a Sanlorenzo di ampliare il perimetro di attività e consolidare ulteriormente la propria presenza nel settore dei superyacht. Sanlorenzo leader, a livello mondiale, per numero di yacht di lunghezza superiore ai 30 metri. È l’unico player della nautica di lusso a competere in diversi segmenti con un unico marchio, producendo yacht e superyacht “su misura” personalizzati per ogni armatore.

La produzione di Sanlorenzo è articolata in quattro siti produttivi situati a La Spezia, Ameglia, Viareggio e Massa. Il gruppo impiega oltre 500 persone e collabora con una rete di 1.500 aziende artigiane qualificate. Nel 2019, i ricavi netti dalla vendita di nuovi yacht sono stati di 456 milioni di euro e l'utile netto di gruppo di 27 milioni.