Reputazione dei 100 top manager in aprile Elkann al primo posto e Messina al terzo Cairo giù dal podio per la prima volta

C'è riuscito: John Elkann ha conquistato la testa classifica della reputazione web dei 100 top manager attivi in Italia. E' successo ad aprile, quando gli sono stati attribuiti 70,65 punti. E' la sua prima volta sul gradino più alto del podio. A marzo era finito secondo, con 67,88 punti; come in febbraio, quando ne aveva avuti 69,22. Il presidente e amministratore delegato di Exor, oltre che numero uno della famiglia Agnelli-Elkann-Nasi (è presidente della superholding Giovanni Agnelli & C, nonché di Fca e Ferrari), ancora terzo in gennaio con 68,76 punti, è stato premiato per l'acquisizione del controllo della Gedi (il gruppo editoriale de La Repubblica, La Stampa, il Secolo XIX, L'Espresso, diversi quotidiani locali, radio e la società di pubblicità Manzoni), oltre che per l'avanzamento dell'operazione finalizzata alla fusione Fca-Psa (Peugeot, Citroen, Ds e Opel-Vauhall).

Un'altra prima volta è quella di Carlo Messina, che ha esordito sul podio, arrivando terzo nella graduatoria di aprile con 68,98 punti. La marcia di avvicinamento a marzo lo vedeva ancora quarto con 66,66 punti; in febbraio era sesto, con 62,42 punti, come in gennaio quando ne aveva avuti 59,67. L'amministratore delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo, il colosso finanziario italiano che ha come maggiore azionista singolo la torinese Compagnia di San Paolo. Carlo Messina è molto presente su tutti i media, non solo per l'ops nei confronti di Ubi Banca, ma anche per le straordinarie iniziative del “suo” gruppo a favore del sistema imprenditoriale italiano e per la sua grande sensibilità sociale.

Giù dal podio, dopo tanto tempo, è finito Urbano Cairo, quarto con 64,16 punti. Urbano Cairo, alessandrino nato a Milano, è stato primo per tanti mesi e lo era ancora in gennaio (73,84 punti). A marzo era terzo con 67,20 punti, meno dei 68,99 punti di febbraio. Cairo ha pagato le polemiche relative ai dividendi di Rcs MediaGroup (edita anche il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport) deliberati mentre i giornali sono in crisi e i giornalisti con le paghe tagliate, nonché il crollo del Torino Calcio prima del blocco per Coronavirus, che ha penalizzato i conti anche delle sue società quotate in Borsa, compresa la Cairo Communication, proprietaria, fra l'altro, della tv La7. In aprile, Cairo è stato preceduto in classifica anche da Francesco Starace, ad Enel, medaglia d'argento con 69,81 punti.

Per ritrovare un altro top manager del Nord Ovest bisogna arrivare alla posizione numero 24, occupata da Andrea Agnelli (52 punti esatti), presidente della Juventus e consigliere di amministrazione di Exor. Andrea Agnelli, a marzo era salito al 22.mo posto con 53,16 punti, mentre in febbraio era 29.mo con 51,96 punti e 31.mo in gennaio con 51,07. Comunque, è rimasto davanti a Mike Manley, l'amministratore delegato di Fca. Manley è risultato 25.mo, con 51,52 punti. Ha recuperato notevolmente, dopo che a marzo era sceso al 34.mo posto (50,42 punti), dal 23.mo di febbraio (51,96 punti) e dal 28.mo di gennaio (52,5 punti).

E' andata indietro, invece, Catia Bastioli, finita 31.ma (50,35 punti), forse in seguito alla mancata riconferma alla presidenza di Terna. Novarese d'adozione, Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont, in marzo aveva ricevuto 51,91 punti e, perciò la ventisettesima posizione, mentre era diciannovesima il mese prima, con 54,20 punti e 24.ma in gennaio, con 52,54 punti.

Nella graduatoria del mese scorso, il riservatissimo Giovanni Ferrero, nato a Farigliano nel 1964, numero uno del colosso dolciario albese, è risultato 41.mo (48,93 punti) mentre era 37.mo il mese precedente (50,16 punti) e 58.mo in febbraio (44,81 punti). Giovanni Ferrero è entrato nella classifica relativa alla reputazione web dei cento top manager attivi in Italia per la prima volta in gennaio, collocandosi al 49.mo posto, con 45,93 punti. Un passo indietro l'ha fatto anche il genovese Alessandro Profumo, presidente di Leonardo, colosso pubblico con diverse attività in Piemonte e Liguria. Già presidente di Unicredit e di Monte dei Paschi, Profumo in aprile è finito 44.mo (48,07 punti), mentre in marzo era 42.mo con 48,96 punti, a fronte dei 49,62 di febbraio e i 48,73 di gennaio, quando era 38.mo.

Cinque posizioni dopo Profumo, quindi al 49.mo posto, con 46,85 punti, si trova Elisabetta Ripa, amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, la società dell'Enel e della Cassa Depositi e Prestiti (50% del capitale ciascuna), costituita con l'obiettivo di realizzare l'installazione, la fornitura e la gestione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica in tutta la Penisola. Elisabetta Ripa era 47.ma con 46,90 punti in marzo, 43.ma in febbraio (47,79 punti) e 46.ma in gennaio con 47,25. Nata nel 1965 sotto la Mole, laurea in Economia e commercio e ulteriori studi all'Insead di Fontainbleau, Elisabetta Ripa, fra l'altro è consigliere di amministrazione della quotata novarese Autogrill.

Subito dopo si è piazzato Gabriele Galateri di Genola, presidente delle Generali, tra i maggiori gruppi assicurativi al mondo. E' risultato cinquantesimo, con 46,01 punti, mentre era 51.mo in marzo (45,91 punti), 63.mo in febbraio (43,80) e in gennaio, con 43,46 punti. Invece, ha perso ulteriori posizioni Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo, diventato 61.mo (44,53 punti), dopo che in marzo era 57.mo (44,65 punti) e 47.mo in febbraio con 46,75 punti.

Al suo secondo mese fra i cento top manager, Cristina Schocchia, classe 1973, nata a Coldirodi, frazione della Città dei Fiori e del Festival della musica, ha ottenuto il 67.mo posto, con 43,65 punti. Amministratore delegato della Kiko, nota impresa di cosmetici, laurea in Economia alla Bocconi e dottorato di ricerca in Economia aziendale all'Università di Torino, Cristina Schocchia, sposata con un cardiochirurgo, un figlio, esperienze lavorative anche per Max Factor e l'Oreal Italia, al suo esordio, in marzo, era risultata sessantaseisima, con 43,65 punti. Comunque, ha ancora preceduto Victor Massiah, il direttore generale di Ubi Banca, oggetto delle mire di Intesa Sanpaolo (Ubi Banca ha come maggiore azionista singolo la Fondazione Crc di Cuneo, che si oppone all'operazione promossa da Carlo Messina). Victor Massiah, infatti, è finito 74.mo (41,20 punti), uno in più che a marzo (41,81 punti) e quattro più che a febbraio (39,96 punti).

Al posto numero 76 si trova Oscar Farinetti (41,06 punti). Era 73.mo posto in marso (42,26 punti), 68.mo in febbraio (42,13) e addirittura 54.mo in gennaio, quando, con 44,82 punti, aveva guadagnato 14 posizioni rispetto al mese precedente. Fondatore di Eataly, la catena eno-gastronomica nazionale diffusa in tutto il mondo, Oscar Farinetti è entrato per la prima volta fra i top cento nell'agosto scorso, quando si era piazzato 69.mo con 42,13 punti. Nato 66 anni fa ad Alba, laurea honoris causa in Economia conferitagli dall'Università di Urbino, imprenditore innovativo e di gran successo, Farinetti controlla o ha partecipazioni in diverse aziende, può vantare numerosi premi e ha anche scritto alcuni libri. Classe 1963, originario di Rovigo ma ormai genovese, Luca Bettonte, amministratore delegato della Erg della famiglia Garrone-Mondini, una stella di Piazza Affari, nella classifica di aprile è 78.mo (40,79 punti); in marzo, Bettonte era 76.mo (41,64 punti) ein febbraio 77.mo (40,40 punti), come lo era il mese prima con 40,23 punti.

Rodolfo De Benedetti, primogenito di Carlo e presidente di Cir, la holding dei tre fratelli alla quale fa capo Sogefi, nella graduatoria del mese scorso figura 86.mo con 38,20 punti; mentre in marzo era 87.mo (38,13 punti), 83.mo in febbraio (38,64) e 80.mo a gennaio (39,91). Alberto Lavazza, nato sotto la Mole nel 1940, studi in Svizzera, lavora nell'impresa del caffè da 58 anni e ne è presidente dal 2008 (suo figlio Marco, quarta generazione ne è vicepresidente, mentre la figlia Antonella è consigliere di amministrazione) è risultato 92.mo (37,16 punti), quattro in meno di marzo (38,08 punti), quando ha esordito fra i top 100.

Per quanto riguarda altri tre top manager che fanno riferimento alla Liguria, la graduatoria mostra Enrico Preziosi, presidente del Genoa, 97.mo con 33,02 punti (in marzo era 98.mo con 32,92 punti, in febbraio 97.mo con 32,76 e in gennaio 94.mo con 33,86 punti); Luciano Colombini, nato a La Spezia nel 1955, amministratore delegato di Banca Ifis, 98.mo con 32,15 punti (in marzo era 96.mo con 33,93 punti) e Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, 99.mo (31,29 punti), come lo era in marzo (30,72) e in febbraio (29,95). Ferrero era ultimo, cioè 100.mo, con 29,95 punti, in gennaio.

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