Quasi 28 miliardi il valore dei dividendi sospesi dalle banche su "invito" della Bce

A causa dell’emergenza coronavirus, le banche europee hanno sospeso l’erogazione di dividendi per quasi 28 miliardi di euro. “Mentre gli azionisti continuano a mangiarsi le mani per aver perso l’occasione di accedere a cedole e rendimenti appetibili – riporta Firstonline, l'autorevole giornale web guidato da Ernesto Auci e Franco Locatelli - la Banca Centrale Europea quantifica l’importo delle cedole che le banche avrebbero dovuto erogare ai loro azionisti sugli utili dello scorso anno. A fine febbraio tutto lasciava presagire che ci saremmo trovati davanti a una stagione di dividendi assai ricca. A marzo, però, l’esplosione del Covid-19 prima in Italia e poi in tutta Europa ha rimescolato le carte in tavola, spingendola Bce a raccomandare alle banche di sospendere l’erogazione dei loro dividendi, di non assumere impegni di pagamento delle cedole per gli esercizi 2019 e 2020 almeno fino al mese di ottobre e di sospendere le operazioni di buyback”. Una richiesta tanto forte quanto inedita, che già allora lasciava presagire quali sarebbero state le conseguenze economiche della crisi sanitaria.

In un articolo, che sarà pubblicato insieme alla prossima relazione semestrale sulla stabilità finanziaria, la Bce fornisce cifre e percentuali sui dividendi sospesi dalle banche. In totale, secondo i calcoli di Francoforte, gli istituti di credito che ricadono sotto la supervisione diretta della Bce “hanno trattenuto circa 27,5 miliardi di euro di utili”. Prima che la pandemia esplodesse in tutta la sua gravità, il monte dividendi delle banche sugli utili del 2019 ammontava a circa 35,6 miliardi. A fine marzo, quando la Bce ha raccomandato di sospendere tutto, erano già stati pagate cedole per 6,2 miliardi, mentre poco meno di 2 miliardi sono andati in pagamento dopo il suo monito. I dividendi non distribuiti, spiega ancora la Bce, rappresentano “circa il 35% degli utili totali” di queste banche.

Ora, gli utili trattenuti dalle banche potrebbero essere impiegati per coprire “un aumento di circa 60 miliardi di euro” dei crediti in sofferenza, sottolinea ancora la Bce, evidenziando che se le banche dell’Eurozona non avessero dato riscontro positivo alla sua raccomandazione, erogando e aumentando i dividendi come fatto negli anni passati, avrebbero indebolito la loro capacità di accantonare gli utili per assorbire perdite e sostenere l’economia reale.

Lo studio rileva che la raccomandazione Bce è stata seguita da iniziative analoghe da parte di tutte le autorità bancarie nazionali dell’area euro e che queste indicazioni hanno consentito alle banche di bloccare i dividendi “senza subire l’effetto marchio negativo (stigma), che si verifica quando lo fanno autonomamente. Tuttavia – conclude l'istituto europoe guidato dalla francese Christine Lagarde - l’accresciuto costo del capitale, combinato alla prospettive di non ricevere dividendi, può minare la capacità delle banche di raccogliere capitale privato”.

Comunque, l'accoglimento della “raccomandazione” si è già fatto sentire pesantemente sulle quotazioni borsistiche delle banche, che, infatti, hanno subito vistosi ribassi. Così, fra l'altro, sono state penalizzate le banche che, nonostante tutto, per la loro solidità e la loro capacità reddituale, avrebbero potuto remunerare i loro azionisti. E c'è da chiedersi se non sarebbe stato meglio che la Bce e la Banca d'Italia, assumendosi maggiore responsabilità, indicassero precisamente quali banche non dovevano distribuire dividendo, per non indebolirsi; lasciando le altre, quelle più sane, libere di farlo.