Quanto hanno perso a marzo per il Covid gli aeroporti di Torino, Genova e Cuneo

Aeroporti atterrati dal coronavirus. Nel Nord Ovest, come nel resto d'Italia. In marzo, lo scalo di Torino ha registrato 1.257 movimenti, tra decolli e arrivi (-69,7% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso), con complessivi 66.446 passeggeri (-82,3%); il Cristoro Colombo di ha contato 404 movimenti (-69,3%) e 16.154 passeggeri (-81,2%); l'aeroporto Cuneo-Levaldigi 106 voli (-76%) e 2.190 passeggeri (-68,8%). Un po' meno peggiori sono i risultati dei voli cargo: Torino Caselle ha movimentato 186,3 milioni di tonnellate di merci (-44,3%) e lo scalo di Genova 162.6 milioni (-37%).

Marzo ha evidenziato una crisi senza precedenti per il settore aeroportuale italiano, che ha chiuso il mese con soli 2.082.648 passeggeri, ovvero con una perdita di quasi 12 milioni di unità, rispetto allo scorso anno. E il numero di voli è sceso del 66,6% a 40.027. L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha praticamente azzerato il traffico in tutti gli scali nazionali, molti dei quali sono rimasti operativi per assicurare la continuità del servizio pubblico di trasporto aereo e per garantire esigenze operative di voli cargo e posta, nonché di voli di Stato e di enti pubblici, di emergenza sanitaria o di emergenza di altro tipo. Nonostante le limitazioni, il settore del trasporto merci, che registra un -33,9%, ha comunque consentito i necessari collegamenti, con enormi sforzi logistici, assicurando l’approvvigionamento dei dispositivi sanitari, oltre alle merci di prima necessità e non solo.

Il quasi blocco di marzo ha portato in rosso il bilancio nazionale del primo trimestre: rispetto al corrispondente periodo 2019, la perdita è del 31,8% per i passeggeri, che sono stati 25,6 milioni e del 23,2% per voli, risultati poco più di 258.000. 

Preparati per reagire alle emergenze, gli aeroporti e tutta la filiera del trasporto aereo sono pronti a ripartire”ha fatto sapere Assaeroporti, l'associazione nazionale del settore”, aggiungendo che “il Paese ha bisogno, oggi più che mai, di un trasporto aereo pienamente operativo, volano strategico per la ripresa dell’economia nazionale. L’Italia deve poter competere ad armi pari con il resto d’Europa, continuando a garantire la sicurezza dei passeggeri”.