Nel portafoglio di Fondazione Carispezia con quasi il 2% del Crédit Agricole Italia anche l'1,68% di Dea Capital (DeAgostini)

Il bilancio 2019 della Fondazione Carispezia si è chiuso con un avanzo d'esercizio (utile netto) di 17,817 milioni, a fronte dei 5,768 milioni del 2018, grazie a proventi straordinari per 14,657 milioni. Esclusi questi, l'avanzo ordinario è di 5,7 milioni, in linea con il risultato dell’anno precedente. Per l'ente presieduto da Claudia Ceroni, il 2019 è stato caratterizzato dall’operazione di conversione delle azioni della banca conferitaria in azioni Crédit Agricole Italia. Operazione che, oltre a far incrementare l’attivo di bilancio sino a 273,4 milioni dai 207,4 milioni precedenti, ha consentito di effettuare accantonamenti straordinari ai fondi destinati a garantire continuità e stabilità futura alle erogazioni, che potranno permettere, pur nella complessa situazione economica e finanziaria derivante dall’emergenza Coronavirus, di rispettare gli impegni presi in sede di programmazione. Infatti, i fondi per l'attività istituzionale sono quasi raddoppiati (da 10,698 a 20,944 milioni); in particolare, quello per la stabilizzazione delle erogazioni è salito da 5.693 a 20,943 milioni. Il patrimonio netto è cresciuto a 246,633 milioni dai 190,618 milioni del 31 dicembre 2018.

Nel portafoglio della Fondazione si trovano, l'1,97% del capitale del Crédit Agricole Italia, l'1,68% della Dea Capital (gruppo De Agostini di Novara) e lo 0,043% di Intesa Sanpaolo, oltre che partecipazioni in Cdp e Salt. Come dividendi, l'anno scorso, la Fondazione ha ricevuto 2,784 milioni da Cdp, 2,526 milioni dal Crédit Agricole Italia, 1,415 milioni da Intesa Sanpaolo, 761.463 euro da Salt, 620.898 da Dea Capital e 224.592 da Cdp Reti.

Con l’approvazione del bilancio, sono stati destinati 4 milioni per l’attività istituzionale 2020, a cui si aggiungono gli “investimenti correlati alla missione”, finalizzati a realizzare gli scopi statutari della Fondazione, prevalentemente in ambito sociale, con significative ricadute sul territorio. Nel 2019 la Fondazione ha destinato 6,5 milioni allo sviluppo e al sostegno del territorio della provincia spezzina e della Lunigiana, così ripartiti: 4,7 milioni per l’attività erogativa e 1,8 milioni di euro per gli investimenti correlati alla missione.

I progetti e le iniziative complessivamente sostenuti sono stati 275, di cui 236 di terzi e 39 propri, realizzati in collaborazione con partner pubblici e privati. Accanto alle erogazioni, che rappresentano la tradizionale forma di intervento, la Fondazione ha realizzato ulteriori iniziative a favore del territorio – gli “investimenti correlati alla missione” – per 1,8 milioni.  Tra questi rientrano, principalmente, gli investimenti rivolti a ridurre l’emergenza abitativa e il progetto “AUT AUT” destinato all’inclusione socio-lavorativa di ragazzi con disabilità, con il completamento delle due strutture in via Fontevivo e in località Sant’Anna alla Spezia.