Iren: meno ricavi e utili, più investimenti

“Il primo trimestre dell’anno ha visto un’ulteriore crescita della base clienti nei settori energetici, un segnale importante che testimonia il radicamento di Iren sui propri territori e l’elevato livello di servizio offerto, valore ancor più significativo in un contesto particolarmente difficile che ha visto gli oltre 8.000 dipendenti del Gruppo impegnati nell’assicurare l’erogazione dei servizi essenziali durante l’emergenza Covid-19” Lo ha detto il presidente Renato Boero, aggiungendo subito che “in questo scenario, grazie ai significativi investimenti previsti, Iren potrà rappresentare un formidabile motore di sviluppo per promuovere la ripartenza economica dei territori in cui opera. Fra l'altro, nonostante le difficoltà, nel periodo è proseguito il percorso di crescita del Gruppo per linee esterne come testimoniano l’acquisizione del ramo d’azienda di Sei Energia e le operazioni in corso con I.Blu e Sidigas”.

I ricavi consolidati del gruppo Iren al 31 marzo 2020 si attestano a 1,077 miliardi, in diminuzione del -15,7% rispetto al primo trimestre 2019. La flessione è da ricondursi principalmente al calo dei prezzi delle commodities energetiche, alla riduzione delle vendite di calore per il teleriscaldamento, dovuta all’inverno particolarmente mite; nonché alla minore energia elettrica prodotta dagli impianti del Gruppo. Lo scenario energetico che era già sfavorevole nei primi mesi dell’anno ha successivamente subito un ulteriore peggioramento a partire dalla fine di febbraio, che si è via via aggravato di pari passo all’inasprirsi delle misure di sicurezza sanitaria messe in atto per far fronte all’estendersi degli effetti del virus Covid-19.

Comunque, il margine operativo lordo ammonta a 274 milioni, in sostanziale parità rispetto al valore del primo trimestre 2019 (+0,1%). L’utile netto di Gruppo è pari a 84 milioni, in calo del 16,2% rispetto a 100 milioni di euro registrati nello stesso periodo dell'anno scorso. L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2020 è di 2,807 miliardi, in aumento di circa 102 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2019. Complessivamente, l’indebitamento finanziario netto aumenta del 3,8% in seguito al peggioramento del capitale circolante netto e alla forte crescita degli investimenti, che nel periodo sono stati di 130 milioni di euro (+52%).