Intesa Sanpaolo batte anche il Coronavirus l'utile netto 2020 sarà di oltre 3 miliardi

“Presentiamo i risultati del primo trimestre nel vivo di una fase di straordinaria emergenza per la vita del Paese e a livello globale, a causa della pandemia da Covid-19. Il sostegno assicurato da Intesa Sanpaolo alle famiglie, alle imprese, alla società nel suo insieme, per far fronte, fin dal loro primo manifestarsi, a queste difficoltà eccezionali è per noi motivo di orgoglio. In un passaggio dalla complessità senza precedenti, abbiamo potuto rappresentare un punto fermo per l’Italia, grazie alla dedizione e competenza delle nostre persone e alla nostra forza e solidità, costruite in anni di gestione improntata alla profittabilità sostenibile, a una robusta patrimonializzazione, al basso profilo di rischio”.

Lo ha detto Carlo Messina, consigliere delegato e direttore generale di Intesa Sanpaolo, aggiungendo subito che “questi fattori distintivi ci hanno consentito di intervenire in tempi rapidi, rafforzando in maniera significativa le iniziative finalizzate all’erogazione di credito, mettendo in campo, allo stesso tempo, un rilevante intervento a favore del sistema sanitario e ora destinando importanti risorse per contrastare gli squilibri socioeconomici derivanti dalla pandemia. Tutto ciò assicurando la tutela delle condizioni di lavoro delle nostre persone, nella piena e continua operatività, grazie a un’organizzazione efficiente e all’eccellenza delle nostre infrastrutture tecnologiche”. Ha poi sottolineato: “il 24 febbraio, abbiamo fornito un immediato supporto all’economia, avviando la procedura di moratoria con la sospensione delle rate dei finanziamenti, mutui e prestiti. A fine aprile, l’ammontare delle moratorie richieste era pari a circa 24 miliardi per le imprese e a13 miliardi per le famiglie. Nel primo trimestre dell’anno siamo stati a fianco di 3.000 aziende sostenendole a tornare in bonis e preservando così 15.000 posti di lavoro. Abbiamo elevato a 50 miliardi di euro l’ammontare del plafond di credito per il Paese, con l’obiettivo di garantire continuità e produttività – le basi per il rilancio – fornendo le risorse necessarie a superare la fase di crisi anche a tutela dell’occupazione. Inoltre, stiamo fornendo liquidità alle aziende di piccole e grandi dimensioni, secondo quanto previsto dal Decreto Liquidità e in un contesto operativo che deve rispondere ai regolatori internazionali e nazionali”.

Messina da detto ancora: “Tutto ciò è reso possibile dalla capacità di ottenere risultati solidi e sostenibili. Nel primo trimestre del 2020, infatti, abbiamo raggiunto un utile netto pari a 1,4 miliardi, grazie al quale abbiamo già stanziato significativi accantonamenti in relazione ai possibili effetti della crisi; a ciò si aggiunge la plusvalenza derivante dalla cessione della partecipazione in Nexi. Tutto questo ci consente di contare su 1,5 miliardi di euro di ulteriori riserve. E’ la nostra capacità di essere profittevoli ed efficienti a permetterci di guardare avanti e di rafforzare ulteriormente il nostro bilancio. La solidità del nostro bilancio deriva, inoltre, dalla notevole riduzione dei NPLs, ottenuta negli ultimi anni, avendo raggiunto in termini di stock e di ratios i livelli del 2009, con un robusto tasso di copertura del 54%. Ciò grazie alle nostre capacità interne e a partnership strategiche, che hanno consentito di ottenere questi risultati senza costi per gli azionisti”.

“Grazie al nostro modello di business ben diversificato – ha concliso Messina - riteniamo di essere attrezzati in maniera adeguata per affrontare una prospettiva notevolmente complessa. Contiamo di mantenere elevati livelli di profittabilità: prevediamo per il 2020 un utile netto pari ad almeno 3 miliardi di euro, mentre per il 2021 la previsione è di almeno 3,5 miliardi di euro. Allo stesso tempo contiamo di mantenere una solida patrimonializzazione con un Common Equity ratio superiore al 13%. E siamo convinti che, nello scenario attuale e in quello che seguirà nei prossimi mesi, la nostra proposta nei confronti degli azionisti di Ubi acquisisca maggiore valenza strategica e rappresenti per Ubi una prospettiva ancor più rilevante: elevata patrimonializzazione, robusta copertura dei crediti deteriorati, dimensione, diversificazione e capacità di investimento assumono ora più valore che in tempi normali. Offriamo agli azionisti di Ubi la possibilità di unirsi con l’operatore più forte nel Paese e uno dei più forti in Europa, Intesa Sanpaolo”.

Nel primo trimestre 2020, per il Gruppo si registra un utile netto pari a 1,151 miliardi (1,050 miliardi nello stesso periodo 2019, che risulterebbe pari a circa 1,360 miliardi escludendo l’accantonamento di circa 300 milioni ante imposte per Covid-19 e a circa 2,3 miliardi pro-forma se si considerasse anche la plusvalenza netta di circa 900 milioni da Nexi. I proventi operativi netti sono aumentati dell’11,7% mentre i costi operativi sono diminuiti del 2,7% (cost/income al 44,4%, tra i migliori nell’ambito delle maggiori banche europee). Al 31 marzo, tenendo conto di 863 milioni di euro di dividendi maturati nel trimestre, il Cet1 pro-forma a regime è risultato pari al 14,5%, livello top tra le maggiori banche europee.