Il mese scorso in Italia vendute 4.279 auto il 97,5% meno che nell'aprile del 2019

Ad aprile il mercato italiano dell’auto ha totalizzato appena 4.279 immatricolazioni, il 97,5% in meno rispetto allo stesso mese del 2019. Il consuntivo del primo quadrimestre, quindi, evidenzia 351.611 immatricolazioni, volumi dimezzati rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (-50,7%). Nel bimestre marzo-aprile, quello interessato dal lockdown, che ha visto la chiusura dei concessionari dal 12 marzo al 3 maggio e la sospensione delle attività produttive non essenziali dal 22 marzo, si sono perse 361.000 immatricolazioni rispetto allo stesso bimestre del 2019, con un ribasso del 51%.

Stiamo parlando di un volume di immatricolazioni pari al 9% circa dei volumi registrati, in media, nello stesso bimestre, negli anni 2015-2019 (circa 363.000 unità), che hanno segnato una fase di graduale ripresa del mercato, incominciata già a fine 2014, dopo sei anni consecutivi in flessione. Nel periodo 2012-2014, infatti, la media delle immatricolazioni del bimestre considerato si è abbassata a 259.000 unità, contro le 412.000 degli anni 2007-2011.

“La fase 2 di graduale riapertura delle attività produttive e commerciali ha alle spalle i 50 giorni più difficili del secondo dopoguerra per la nostra economia – ha commentato Paolo Scudieri, presidente di Anfia, l'associazione dell'industria automotive nazionale - I dati del mercato auto ad aprile sono quindi quelli di un mercato fermo, com’era facilmente prevedibile. La riapertura dei concessionari, da sola, non basta certo a riavviare il mercato,e, con esso, la filiera produttiva automotive, data la situazione di profonda incertezza, che condiziona il clima di fiducia di cittadini e imprese e l’indebolimento dell’economia e del mercato del lavoro, con conseguente perdita di potere d’acquisto dei consumatori”.

Fra l'altro, visto il considerevole numero di vetture accumulate in stock da concessionari e produttori durante il lockdown, per evitare che il loro smaltimento blocchi il riavvio della produzione e per dare un immediato impulso alla ripresa delle vendite in un momento in cui la fiducia dei consumatori è bassa, l'Anfia ritiene possa essere di grande efficacia prevedere un incentivo all’acquisto delle vetture in stock prodotte prima del lockdown. Dal 12 marzo al 30 aprile (35 giorni lavorativi) sono state immatricolate appena 8.492 nuove autovetture, con una media di 242 unità al giorno.

Le vendite hanno riguardato soprattutto le società commerciali (noleggio, flotte). Non a caso, oltre il 28% delle nuove auto è stato immatricolato nelle due regioni italiane in cui vige una normativa vantaggiosa per il noleggio: il 14,4% in Trentino Alto Adige e il 14% in Val d’Aosta. Seguono, per volumi, Lazio (13% di quota), Lombardia (10%), Veneto (8%), Piemonte (7%), Toscana (7%) ed Emilia-Romagna (6%). I

Quanto ai singoli costruttori, in aprile il gruppo Fca ha avuto 1.620 acquirenti (-96,33%), il gruppo Psa 1.059 (-96,34%), il gruppo Volkswagen 298 (-98,85%), il gruppo Renault 521 (-97,1%), il gruppo Toyota 54 (-99,37%), il gruppo Bmw 101 (-98,45), il gruppo Daimler 52 (-99,33%), la sola Tesla 104 (-50,24%).