Il buon primato dei comuni del Piemonte per le terre dedicate ai prodotti di qualità

I prodotti Dop, Igp e Stg rappresentano l’eccellenza del settore agroalimentare italiano e un fattore di forte competitività per le sue imprese. La valenza di questo comparto è sottolineata dal primato del nostro Paese per numero di riconoscimenti conferiti dall’Unione europea: 299 nel 2018, quattro in più sull’anno precedente, compreso il famoso Cioccolato di Modica Igp. Lo ricorda la Banca del Piemonte, sul suo sito web (www.bancadelpiemonte.it), in un post dedicato alle sigle dell'eccellenza agro-alimentare: Dop (denominazione di origine protetta), Igp (indicazione geografica protetta) e Sgt (specialità tradizionali garantite).

A partire dal 2007, come ha censito l'Istat, il settore agroalimentare dei prodotti di qualità ha registrato una continua crescita, soprattutto delle superfici agricole utilizzate e, tranne la leggera flessione nel 2008, anche dei trasformatori. In particolare, il Piemonte risulta la regione con il più alto numero di comuni (288) con la superficie impiegata per i prodotti di qualità, battendo anche Sicilia (236), Toscana (222), Calabria (216) e Puglia (197). Quanto ai produttori di qualità, negli ultimi due anni, il loro numero dei produttori è aumentato soprattutto nelle regioni del Nord-Ovest (+11,3%) e del Mezzogiorno (+9%), in particolare in Sicilia e Sardegna (+9,8%). Il Nord-Est, invece, ha segnato un incremento del 2,3%.

Comunque, data anche la tradizione produttiva di qualità e tipicità, apprezzata ancor prima del riconoscimento delle certificazioni Dop o Igp, i produttori continuano a localizzarsi prevalentemente in Trentino-Alto Adige (13,4%) e in Toscana (14,7%); ma, soprattutto, in Sardegna (21,5%), dove aumentano del 9,4%, dal 2017 al 2018. Sempre in Sardegna, specializzata nel settore lattiero-caseario di qualità, si localizza il 40,1% degli allevamenti. Poco meno del 49% dei Prodotti di Qualità proviene da cinque regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto, Sardegna, Emilia-Romagna.

Data anche la distribuzione delle produzioni Dop, Igp e Stg, il 45% degli operatori svolge la propria attività nelle regioni settentrionali (circa il 30% nel Nord-Ovest). Poco superiori al 20% sono gli operatori del Centro e pari al 34,9% quelli delle regioni meridionali, dei quali oltre il 22% si localizza nelle Isole. Il 46,5% degli operatori si concentra in tre regioni: Trentino Alto-Adige (16,7%), Sardegna (15,8%) e Toscana (14%). Nell’attività di trasformazione, spiccano l’Emilia-Romagna (18,6%) e la Toscana (15,2%). La prima è specializzata nelle attività di trasformazione dei prosciutti e insaccati (macellatori, elaboratori e porzionatori); la seconda nei molitori e imbottigliatori legati alla filiera olivicola-olearia.