Ecco perché il Piemonte ha perso la metà dei posti di lavoro di Veneto e Toscana

Finora, il calo dell'occupazione provocato dal Covid-19% in Piemonte è stato inferiore a quello registrato in Veneto e nella Toscana (in queste tre regioni, si concentra il 23,7% dei dipendenti in Italia). Lo riporta uno studio appena pubblicato da Banca d'Italia, dal quale emerge che, al 15 aprile scorso, i posti di lavoro in meno erano 46.500 in Veneto, 43.000 in Toscana e 21.100 in Piemonte (il calo è stato determinato da una marcata riduzione delle assunzioni, soprattutto di quelle con contratti a termine).

Il minore impatto della crisi Covid-19 sul mercato del lavoro del Piemonte, rispetto al Veneto e alla Toscana – secondo gli autori dello studio- riflette la diversa composizione settoriale dell’occupazione: il comparto del commercio e del turismo, che è particolarmente vulnerabile all’emergenza sanitaria, ha un peso inferiore in Piemonte (prima dell’epidemia, vi si concentrava solo il 33% delle attivazioni, a fronte del 45% della Toscana e del 41% del Veneto).

Il settore del turismo, in particolare, ha anche un’elevata stagionalità, suggerendo che in alcune aree la dinamica negativa delle posizioni lavorative potrebbe essere concentrata in alcuni momenti dell’anno. A sostegno di questa ipotesi ci sono due elementi: i dati delle comunicazioni obbligatorie pubblicati dalla Provincia di Bolzano, dove pure il comparto del commercio e turismo ha un peso rilevante (57%), segnalano una perdita di oltre 10.000 posti di lavoro nel solo mese di marzo (una riduzione estremamente consistente se si pensa che si tratta di una sola provincia); in Piemonte il minor peso del settore turistico determina una minore diffusione dei contratti temporanei stagionali.