Crollo delle aperture di nuove partite Iva meno di 2.900 a marzo nelle tre regioni

Il coronavirus ha congelato anche le aperture delle nuove partite Iva. Nelle tre regioni del Nord Ovest, a marzo, complessivamente, ne sono state contate meno di 2.900. Le nuove aperture sono state 2.176 in Piemonte (-45,47%), 693 in Liguria (-50,92%) e 79 in Valle d'Aosta (-30,70%). In particolare, ecco i dati per provincia: Asti 89 (-54,12%), Biella 73 (-47,10%), Cuneo 382 (-39,37%), Novara 156 (-33,90%), Torino 1.135 (-45,49%), Verbania 72 (-36,28%), Vercelli 51 (-57,14%), Genova 347 (-53,49%), Imperia 97 (-48,40%), La Spezia 101 (-49,50%), Savona 148 (-46,76%).

A livello nazionale, le nuove aperture di partite Iva a marzo sono state 27.308, il 50,5% in meno rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Crollo causato principalmente dall'emergenza sanitaria. E tale da far andare in profondo rosso il bilancio del primo trimestre, quando, in tutta l'Italia sono

state aperte 158.740 nuove partite, il 19,7% in meno rispetto al corrispondente periodo 2019. Nei primi due mesi dell’anno, invece, la contrazione si era contenuta nell’8% e, fra l'altro, era dovuta soprattutto alla diminuzione di avviamenti in regime forfetario rispetto al notevole aumento riscontrato nei primi mesi del 2019 grazie all’innalzamento del limite di ricavi a 65.000 euro.

Comunque, la distribuzione per natura giuridica mostra che il 76,1% delle nuove aperture di partita Iva è dovuto alle persone fisiche, il 18,6% alle società di capitali, il 3,6% alle società di persone; la quota dei “non residenti” e “altre forme giuridiche” rappresenta complessivamente l’1,6% del totale delle nuove aperture. Rispetto al primo trimestre del 2019, tutte le forme giuridiche accusano consistenti cali di aperture: dal -17,1% delle società di persone al -20,7% delle persone fisiche; in questo caso, nel primo bimestre la flessione maggiore riguarda le persone fisiche (-9,7%), che l’anno scorso hanno subito un forte aumento a causa delle massicce adesioni al regime forfetario, mentre è più contenuta per le società di capitali (-2,9%). Nel mese di marzo, in particolare, le diminuzioni si attestano tra il 50 ed il 57% per tutte le forme giuridiche.

Nel trimestre, a livello regionale, la diminuzione di avviamenti più contenuta è stata registrata in Valle d’Aosta (-8%), la più marcata nel Lazio (-23%). In base alla classificazione per settore produttivo, le attività professionali risultano il settore con il maggior numero di aperture di partite Iva (19,7% del totale); seguono il commercio con il 17,1% e le costruzioni con il 9,7%. Rispetto al primo trimestre del 2019, tra i settori principali, la maggiore flessione di aperture si è avuta nelle attività di intrattenimento (-24,9%, in marzo -63,9%), la meno sensibile nella sanità (-10,5%). Il 47,6% delle nuove aperture è dovuto a giovani fino a 35 anni e il 31,7% a soggetti appartenenti alla fascia dai 36 ai 50 anni. Analizzando il Paese di nascita degli avvianti, si evidenzia che il 14,5% delle aperture è operato da un soggetto nato all’estero.