Centrale del Latte d'italia, balzo del mol

La torinese Centrale del Latte d’Italia, terzo player italiano del mercato del latte fresco e a lunga durata, nei primi tre mesi ha registrato, a livello di gruppo, un fatturato consolidato di 46,9 milioni, contro dello stesso periodo del 2019 (+8%) e un margine operativo lordo di 4,4 milioni, in deciso aumento (+356,9%) rispetto ai 963mila euro precedenti. Inoltre, ha conseguito il miglior risultato ante imposte degli ultimi dieci anni, essendo stato positivo per 1,1 milioni (+179,2%). Grazie a ciò e a una adeguata gestione degli incassi e dei pagamenti, l'indebitamento netto sceso a 76,776 milioni dai 77,297 milioni di fine 2019. La capogruppo ha avuto un utile di 664mila euro ante imposte, mentre nel primo trimestre 2019 il risultato prima delle imposte era stato negativo per 368mila euro.

Dal 1 aprile, l’azionista di maggioranza è il gruppo Newlat Food, che ha acquisito il 46,24% di Centrale del Latte d’Italia da Finanziaria Centrale del Latte di Torino, Lavia, Luigi Luzzati, Marco Fausto Luzzati, Carla Luzzati e Sylvia Loew. I venditori sono diventati, a loro volta, soci di Newlat Food con una partecipazione complessiva del 5,30%, prima del futuro aumento di capitale sociale a servizio dell’Opas. Il aprile l’lssemblea degli azionisti ha rinnovato il Cda in scadenza, nominando presidente Angelo Mastrolia, che è anche il presidente e l'azionista di controllo della quotata Newlat Food. La stessa assemblea ha approvato la delega al cda per un aumento di capitale fino a 30 milioni da eseguire entro cinque anni.