Causa Covid-19 più domanda di liquidità ma sono crollate le richieste di credito

Double face del credito, in epoca di Coronavirus. Come è vero che il sistema economico presenta una fortissima domanda di liquidità è altrettanto vero che, nel primo trimestre di quest'anno, le richieste di finanziamento effettivamente presentate dalle imprese sono crollate, soprattutto in Lombardia e in Piemonte, le due regioni più colpite dal Covid-19.

Lo ha scritto L'Economia del Nord Ovest, supplemento che il Corriere Torino pubblica ogni lunedì, aggiungendo che il fenomeno è emerso dalle elaborazioni effettuate dal Crif, il cui barometro ha registrato una contrazione delle richieste di credito del 18,9% in Lombardia e del 18,5% in Piemonte, a fronte della media nazionale del 14,7%, data dal -11,2% per le società di capitali e dal 19,9% per le ditte individuali, che costituiscono la stragrande maggioranza delle imprese italiane.

Il brusco calo della prima parte dell'anno è conseguente all'incertezza derivante dalla diffusione della pandemia e dal lockdown, che ha condizionato l'attività di numerosi settori dell'economia, inducendo le imprese ad adottare un approccio attendista – ha sottolineato il Corriere Torino - anche in considerazione dei provvedimenti governativi finalizzati alla costituzione di nuove garanzie e alla semplificazione delle istruttorie per l'accesso ai finanziamenti, soprattutto da parte delle pmi e delle imprese individuali”.

In Piemonte, in particolare, la flessione delle richieste più accentuata è stata registrata nella provincia di Novara (-21,5% nel gennaio-marzo 2020), ma solo un po' meno inferiore è stata nel Verbano-Cusio-Ossola (-21,1%) e nell'Alessandrino (-20,7%). Nella provincia di Torino la diminuzione è stata del 19,1% e del 18,1% in quella di Cuneo. In quest'ultima, l'importo medio del credito richiesto è risultato di 65.822 euro, a fronte dei 57.633 nel Novarese, i 56.085 nel Vercellese e 51.035 euro nella provincia di Torino. La media regionale è stata di 52.111 euro.