Borsa: le quotazioni delle banche italiane sono scese meno della media dell'eurozona

Nei primi cinque mesi di quest'anno, il comparto delle azioni delle banche italiane quotate in Borsa ha perso 8 punti percentuali in meno rispetto alla media delle banche dell’Eurozona. “Il distacco è significativo, ma rimane comunque una magra consolazione, vista l’entità del crollo provocato dal coronavirus” ha scritto Firstonline, l'autorevole giornale web di economia e finanza guidato da Franco Locatelli ed Ernesto Auci.

Dall’ultima Relazione annuale della Banca d’Italia, infatti, emerge che, tra la fine del 2019 e il 19 maggio 2020, i titoli bancari del nostro Paese sono sprofondati del 39%, a fronte del 47% registrato, in media, dal settore nell’intera area valutaria. In entrambi i casi, comunque, le azioni delle banche hanno subìto flessioni molto superiori a quelle degli indici generali (dove, peraltro, i rapporti di forza sono invertiti). Nello stesso periodo, infatti, Piazza Affari è affondata di circa il 27%, mentre la media dei listini dell’area euro ha fatto segnare -22%.

A livello di Eurozona, quindi, le banche hanno perso più del doppio rispetto al complesso dei mercati azionari, perché “le prospettive delle aziende del credito risultano più esposte all’impatto delle misure di contenimento della pandemia”, ha spiegato Bankitalia.

Se però restringiamo l’analisi al periodo fra il 21 febbraio e il 18 marzo – riporta Firstonline - le differenze fra Italia ed Eurozona si assottigliano: l’indice generale della Borsa italiana registra un calo del 38%, in linea con i principali Paesi dell’area euro, mentre i titoli bancari italiani fanno segnare un crollo del 44%, poco meno rispetto alla media dell’Eurozona,

Dopo di che, “nella seconda metà di marzo – ha ricordato ancora la Banca d’Italia – le quotazioni azionarie nel nostro Paese e nell’area dell’euro sono state sostenute dalle misure di politica monetaria e di finanza pubblica, nonché dai segnali di rallentamento dell’epidemia”. Ad aprile, invece, “si è verificato un nuovo indebolimento, a causa della crescente incertezza sulla redditività di più lungo periodo”. Il tutto mentre “la volatilità ha superato i valori toccati durante la crisi finanziaria globale del 2008-2009”.