Auto, produzione di diesel calata del 41% aumentata del 150% quella con motori Gpl

Nel 2019, in Italia, sono state fabbricate 542mila , il 19,5% in meno rispetto al 2018, di cui il 54% destinato all’export. Dal 2015 al 2019 i volumi di auto con motore diesel prodotte in Italia è diminuito di 8 punti percentuali, passando dal 30% al 22% sul totale della produzione domestica, pari ad un calo dei volumi del 41% in quattro anni. È diminuita la produzione in volumi di auto a benzina del 12%, mentre la quota è passata dal 62% del 2015 al 66% del 2019. Per le auto a gas si evidenzia una diminuzione considerevole della produzione di auto a metano (-80%), scese all’1% di quota e un aumento del 150% per le auto a Gpl, salite all’11% di quota.

Sono usciti dagli stabilimenti italiani anche 373mila veicoli commerciali, autocarri e autobus, con un calo del 4% rispetto al 2018. Si tratta di una produzione determinante per l’occupazione e per l’export. Per i veicoli commerciali leggeri, l’Italia rappresenta un sito produttivo molto importante, con gli insediamenti storici di Fiat Professional, Iveco e Piaggio. In particolare, sono usciti dagli stabilimenti italiani oltre 312mila veicoli commerciali leggeri (-3,8% sui volumi prodotti nel 2018), volume inferiore soltanto a quelli di Francia (527mila) e Spagna (524mila). Nell’ultimo quinquennio, la produzione di veicoli commerciali leggeri in Italia si è collocata su una media annua di 326mila unità, ai massimi storici. Nel 2019, sono stati prodotti 60mila autocarri (-5,6%). La media produttiva nazionale annua, dal 2017 al 2019, è stata di oltre 63mila unità. Si tratta di un livello record mai raggiunto. Iveco è l’azienda leader del comparto autocarri, presente in Italia dal 1975. Invece, la produzione domestica di autobus è quasi azzerata: da una produzione media annua di quasi 2.600 dal 2000 al 2008 (era di oltre 5.700 nel decennio precedente), si è passati a poco meno di 500 autobus nell’ultimo triennio 2017- 2019, complice la crisi economico-finanziaria post 2008 e la mancanza di una programmazione statale nel determinare qualità e quantità dei servizi del Trasporto Pubblico Locale al passo con l’aumento di domanda di mobilità e il bisogno di decongestionare il traffico cittadino, creando una valida alternativa al trasporto privato, al pari di molti Paesi europei. Mancando la domanda di autobus adibiti al trasporto pubblico locale, la filiera industriale autobus ha subìto un contraccolpo fatale. In termini di volumi, nel 2019, sono state importate 1.706.116 nuove auto (-4%), mentre ne sono state esportate 478.800 (-14,7% rispetto al 2018). Primo mercato di destinazione sono gli Usa, con una quota del 20% e volumi in calo del 34% circa rispetto ai volumi esportati nel 2018, mentre verso l’area Ue l’export totalizza una quota del 70% (-5,5% la variazione dei volumi). In termini di valore, nello stesso periodo, le importazioni di autovetture nuove valgono 26 miliardi di euro (-0,9%) e le esportazioni 11,7 miliardi (-7,4%), che generano un saldo negativo di 14,2 miliardi. Il mercato Usa vale il 26% di tutto il valore dell’export delle auto nuove, con un saldo positivo di 3,1 miliardi. L’Italia esporta verso l’Ue auto nuove per un valore che pesa per il 51% (di cui i major markets valgono il 36%), mentre il valore dell’import dall’Ue pesa per l’86%. Il valore dell’export extra-Ue pesa per il 49% (26% Usa; 5,3% Giappone; 3,8% Cina; 3,2% Svizzera; 1,4% Corea del Sud; 1% Australia).

L’automotive nel suo complesso (industria+servizi) conta oltre 201mila imprese attive, le quali fatturano 335 miliardi di euro, investono per oltre 13 miliardi di euro e occupano 1,23 milioni di persone, le quali ricevono oltre 26 miliardi di euro in stipendi e salari. Il fatturato del settore automotive (industria+servizi) vale il 19,5% del Pil del 2017. Sotto il profilo industriale, l’automotive impiega 274mila persone in 5.529 imprese e fattura 105,9 miliardi di euro. I servizi strettamente attinenti all’uso dei veicoli, come il commercio di autoveicoli, la loro manutenzione e il commercio di carburanti valgono 424mila occupati e 166 miliardi di fatturato. L’industria automotive conta 174.922 occupati diretti e 99.435 indiretti, per un totale di 274.357. Le imprese del settore dei servizi attinenti all’automotive complessivamente contano 956.662 occupati. Nel dettaglio delle attività attinenti all’uso dei veicoli, il commercio di autoveicoli conta 100.484 occupati, la manutenzione e riparazione di autoveicoli 195.189, il commercio di componenti per autoveicoli all’ingrosso e al dettaglio 64.709, il commercio di carburante per autotrazione 51.060 e il noleggio di autoveicoli 12.651. Complessivamente le imprese che operano in attività riguardanti l’uso dei veicoli contano 424.903 occupati. Le imprese di trasporto passeggeri su strada contano 155.326 occupati e le imprese di trasporto merci su strada 331.965. Infine gli occupati impiegati dalle imprese di costruzione di strade, autostrade, ponti e gallerie sono 35.278.

Questi dati evidenziano quanto il prodotto “automobile”, inteso in senso lato, rappresenti una leva indispensabile dell’economia italiana, un aspetto riscontrabile nelle economie di tutti i Paesi produttori di autoveicoli.