Ai vertici del gruppo Carige 7 milioni

Poco più di sette milioni di euro. E' la somma delle remunerazioni 2019 ricevute dalle 53 risorse più rilevanti (compresi gli amministratori non esecutivi) del gruppo Carige. Il totale, però, non comprende i compensi spettanti ai tre commissari straordinari nominati, il 2 gennaio 2019, dalla Banca Centrale Europea (Fabio Innocenzi, Raffaele Lener e Pietro Modiano) e i tre componenti del comitato di sorveglianza, nominati dalla stessa Bce: Gianluca Brancadoro, presidente, Andrea Guaccero e Alessandro Zanotti. I sei prescelti dalla Banca Centrale Europea hanno sostituito gli organi di Banca Carige, la capogruppo, sciolti dall'Autorità di vigilanza, in seguito alla decisione del commissariamento staordinario.

Invece, ai 13 consiglieri di amministrazione della Banca Cesare Ponti e della Banca del Monte di Lucca, controllate entrambe da Carige, sono andati, complessivamente, 1,043 milioni di euro. In particolare, Cesare Ponti, presidente dell'omonima banca, ha ricevuto 280.650 euro, la stessa identica cifra pagata all'amministratore delegato Maurizio Zancanaro; mentre è stato di 27.217 euro l'emolumento riconosciuto a Carlo Lazzarini, presidente della Banca del Monte di Lucca e di 95.733 euro quello di Federico Pietrini, direttore generale dell'istituto toscano.

Tutta l'alta dirigenza del gruppo Carige, formata da dieci persone, si è divisa la somma di 2.461.234 euro. Ed è stato di 3.511.036 il totale dei compensi che si sono divisi gli altri 30 manager, costituenti l'altro personale “più rilevante”.