Piemonte, 45.000 le imprese di stranieri

Fino all'esplosione del coronavirus Covid-19, in Piemonte l'imprenditoria straniera ha continuato a crescere, progressivamente e controcorrente. Lo conferma la rilevazione di Unioncamere, dalla quale emerge che, al 31 dicembre 2019, erano 44.785 le aziende di stranieri attive in Piemonte, un migliaio in più rispetto alla stessa data del 2018 (erano 43.742) e oltre duemila più di fine dicembre 2017 (allora erano 42.667). E dato che, nello stesso periodo, il numero complessivo delle imprese attive in Piemonte è diminuito, conseguentemente è aumentata la quota delle aziende che fanno capo a stranieri. Al 31 dicembre scorso, infatti, è risultata pari al 10,5%, a fronte del 10,1% di 12 mesi prima e del 9,8% di due anni prima.

Guardando i dati delle singole province piemontesi, si vede che è Torino a presentare non soltanto la quantità maggiore di imprese di stranieri (26.681 alla fine dell'anno appena passato), ma anche la loro quota più alta (12,2%); mentre l'incidenza minore (6,2%) è quella del Cuneese, che pure conta 4.192 imprese straniere. Di poco superiore alla cuneese è la quota del Biellese (6,3%), dove di aziende che fanno capo a stranieri ne sono state censite 1.110, una in più che nel Verbano-Cusio-Ossola, la cui quota però è dell'8,6%. Ed ecco i dati delle restanti province piemontesi: Alessandria 4.279 imprese e quota del 10,1%; Asti 2.392 e 10,3%; Novara 3.378 e 11,4%; Vercelli 1.644 e 10,3%.

Tutte le province piemontesi hanno fatto registrare una crescita ininterrotta dell'imprenditoria straniera negli ultimi anni, come è successo in buona parte del resto d'Italia. Un fenomeno conseguente sia allo spirito d'iniziativa di tanti giovani extracomunitari sia alla necessità di provare ad avviare un'attività in proprio, non trovando altre possibilità di lavoro.