Intesa Sanpaolo tira diritto su Ubi Banca in ottobre l'assemblea per il dividendo

In sede straordinaria, l’assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo, il primo dei quali è la Compagnia di San Paolo, ha attribuito al consiglio di amministrazione la delega a deliberare entro il 31 dicembre 2020 un aumento del capitale sociale per un importo massimo complessivo di oltre 1,011miliardi di euro, più sovrapprezzo, con emissione di un numero massimo di 1.945.284.755 azioni ordinarie, a servizio dell’offerta pubblica di scambio avente a oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Ubi-Unione di Banche Italiane, promossa dall'istituto guidato da Carlo Messina il 17 febbraio scorso. Le nuove azioni verranno valorizzate al prezzo di borsa al momento dell’emissione (nell’ipotesi di considerare il prezzo dell’azione Intesa Sanpaolo al 21 aprile 2020, pari a 1,3366 euro, l’aumento di capitale risulterebbe, a puro titolo esemplificativo, pari a 2,6 miliardi di euro).

“Grazie al sostegno dei nostri azionisti – ha spiegato Carlo Messina, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo - proseguiamo con maggior convinzione nell’offerta di scambio promossa nei confronti di Ubi. Un’operazione che, nel contesto generato dall’epidemia da Covid-19, acquisisce maggiore valenza strategica e, per Ubi Banca, una prospettiva ancor più rilevante: elevata patrimonializzazione, robusta copertura dei crediti deteriorati, dimensione, diversificazione e capacità di investimento assumono ora ulteriore valore. L’operazione andrà avanti anche in presenza di adesioni al 50% più una azione del capitale di Ubi. La creazione di un campione italiano, leader a livello continentale, grazie alla posizione di settimo operatore per generazione di ricavi e terzo per valore di borsa dell’Eurozona, sarà in grado di generare ulteriori benefici per tutti gli stakeholder e per i territori di elezione di Ubi e rappresenterà un solido supporto all’economia reale e sociale, con un rafforzamento complessivo del Paese”.

Messina ha aggiunto: “ Sono previsti, ogni anno, 10 miliardi di credito aggiuntivi, senza alcuna revoca dei fidi concessi. Garantiremo la valorizzazione del personale Ubi, che manterrà piena autonomia nell’erogazione del credito a livello locale. Rafforzeremo queste aree grazie all’assunzione di 2.500 giovani, mentre le uscite saranno solo su base volontaria, come Intesa Sanpaolo ha sempre fatto con le sue persone. Nei territori in cui è presente Ubi e dove sono presenti i suoi azionisti, saremo in grado di portare la nostra capacità di remunerare gli azionisti in maniera significativa e sostenibile con dividendi distribuiti, pari a circa 13,5 miliardi in cinque anni, senza considerare i 3,4 miliardi di dividendi a valere sull’utile 2019, la cui distribuzione è stata sospesa sino a ottobre, raccogliendo le raccomandazioni della Bce”.

Dopo l'assemblea, che ha approvato, fra l'altro, il bilancio 2019, Messina ha anche detto: “Siamo soddisfatti del sostegno che gli azionisti confermano alla Banca, alle sue strategie, ai suoi progetti: è motivo di ulteriore impegno nei confronti delle sfide rilevanti che ci aspettano. Nel 2019, abbiamo ottenuto risultati significativi, raggiungendo tutti gli obiettivi e generando benefici per tutti gli stakeholder. L’utile netto, pari a 4,2 miliardi di euro, è il più elevato degli ultimi 11 anni. Allo stesso tempo la patrimonializzazione e il profilo di rischio ci pongono ai vertici del settore in Europa. In questa fase di eccezionale emergenza, abbiamo deciso di raccogliere le indicazioni provenienti dalle autorità di supervisione riservandoci di esaminare la distribuzione del dividendo originariamente previsto, in una nuova assemblea degli azionisti da convocare dopo il 1° ottobre. Con un’eccedenza di capitale di circa 19 miliardi di euro, Intesa Sanpaolo è tra le banche che nei prossimi mesi potranno tornare a remunerare gli azionisti in maniera consistente e sostenibile. Dividendi significativi, in un contesto come quello determinato dall’epidemia, rappresentano un importante sostegno agli azionisti retail e un cruciale supporto alle 26 fondazioni azioniste e alle loro iniziative a favore dei rispettivi territori”.

Messina ha continuato: “Come banca leader in Italia, siamo il propulsore della crescita inclusiva e sostenibile del Paese. Nell’emergenza causata dall’epidemia, Intesa Sanpaolo si conferma punto di riferimento nell’erogazione di credito a famiglie e imprese. Un’attività che, a partire dalla conferma di affidamenti per 450 miliardi di euro, pari al 25% del Pil, si è ulteriormente ampliata grazie ai nuovi impieghi, che nel solo mese di marzo hanno fatto crescere lo stock per una cifra pari a cinque miliardi di euro. Le erogazioni a medio e lungo termine, a sostegno degli investimenti di famiglie e imprese in Italia, nei primi tre mesi dell’anno sono state pari a 14 miliardi di euro. Fin dalle primissime fasi dell’emergenza abbiamo promosso una moratoria per famiglie e imprese con la sospensione dei finanziamenti in essere. Al contempo abbiamo messo a disposizione un plafond da 15 miliardi per il nuovo credito, aumentato a 50 miliardi a seguito delle misure varate dal Decreto Liquidità. Siamo particolarmente vicini alle imprese italiane, protagoniste di un lavoro straordinario: se opportunamente sostenute, saranno un fattore formidabile della ripresa”.