Gli stranieri in febbraio hanno investito 15,7 miliardi in Italia (2 in titoli pubblici)

Nei dodici mesi terminanti in febbraio 2020, l’avanzo di conto corrente dell'Italia è stato pari a 56,3 miliardi di euro (il 3,1 per cento del Pil), mentre era stato di 43,9 miliardi nel corrispondente periodo del 2019. Il miglioramento è dovuto principalmente all’aumento del surplus mercantile (61,1 miliardi, dai 46 precedenti); vi ha contribuito anche la riduzione dei saldi negativi dei servizi (-1,9 miliardi, da -3,1) e dei redditi secondari (-17,0 miliardi, da -18,5). E’ invece peggiorato il saldo dei redditi primari (14,0 miliardi, da 19,5).

Alla fine del 2019, la posizione debitoria netta sull’estero dell’Italia era di 29,7 miliardi di euro (pari all’1,7% del Pil, dal 4,7% alla fine di settembre). Al miglioramento hanno contributo sia l’avanzo di conto corrente sia aggiustamenti di valutazione complessivamente positivi.

Nel mese di febbraio 2020, le attività nette sull’estero sono cresciute di 14,7 miliardi. I residenti hanno aumentato i loro investimenti all’estero, in tutte le componenti: le consistenze di titoli di portafoglio esteri sono cresciute di 4,2 miliardi (sia quote di fondi comuni sia titoli di debito a lungo termine), le attività per investimenti diretti all’estero sono aumentate di 4,6 miliardi e di 5,6 miliardi quelle per “altri investimenti”, di cui 4,3 riconducibili al settore bancario.

In febbraio anche le passività nette sull’estero sono aumentate, di 15,7 miliardi. I non residenti hanno effettuato investimenti diretti in Italia per 3,8 miliardi e acquistato titoli di portafoglio emessi in Italia per 3,9 miliardi (2 miliardi in titoli pubblici). Anche le passività per “altri investimenti” sono aumentate, di 8 miliardi