Carige verso raggruppamento delle azioni e no azioni contro Castelbarco e Montani

Poveri azionisti Banca Carige. Il loro calvario sembra non finire mai. Alla prossima assemblea, il 29 maggio, il cda proporrà, fra l'altro, il raggruppamento di tutte le 755.265.855.473 azioni ordinarie e le n. 25.542 azioni di risparmio, rispettivamente, nel rapporto di una nuova azione ordinaria ogni mille ordinarie possedute e una nuova azione di risparmio ogni mille risparmio possedute. Questo al fine di razionalizzare la struttura azionaria della Banca, in funzione anche dell'eventuale futura riammissione alla negoziazione i Borsa (le contrattazioni dei titoli Carige sono sospese da gennaio dell'anno scorso). Al fine di facilitare le operazioni di raggruppamento per i singoli soci e la gestione di eventuali frazioni che dovessero derivarne, sarà messo a disposizione degli azionisti un servizio per il trattamento delle eventuali frazioni di azioni non raggruppabili.

Il consiglio di amministrazione di Banca Carige ha approvato anche la proposta di conversione facoltativa delle azioni di risparmio in azioni ordinarie Banca Carige, da attuarsi entro il 31 dicembre prossimo, secondo un rapporto di conversione pari a 20.500 azioni ordinarie per ogni azione di risparmio portata in adesione. La conversione facoltativa è finalizzata a consentire agli azionisti di risparmio di rinnovare la propria presenza nell’azionariato, ricevendo azioni ordinarie della Banca, che presentano, potenzialmente, una negoziabilità superiore a quella delle azioni di risparmio, di fatto limitatissima.

Il cda ha anche di proporre alla prossima assemblea la rinuncia alle azioni di responsabilità nei confronti degli ex amministratori Cesare Castelbarco Albani e Piero Luigi Montani, che sono stati rispettivamente presidente e amministratore delegato di Banca Carige.