Anfossi spiega la Compagnia di San Paolo sul Centro di restauro de La Venaria Reale

Il Report del Centro di conservazione e restauro de La Venaria Reale (Ccr) testimonia come il 2019 sia stato di grande crescita in tutti i suoi settori di attività: dipinti, scultura, arredi, tessuti, arazzi, tappeti, metallo, ceramica, vetro, carta e fotografia. Un incremento e uno sviluppo che hanno interessato ogni compartimento del Centro: dai laboratori, all’alta formazione e all’aggiornamento (articoli e pubblicazioni), dal settore dei servizi educativi, ai progetti internazionali di ricerca e di nuove partnership e, in generale, su tutte le attività di archivio, oltre che sulla preziosa e fornita biblioteca.

Nonostante il periodo di enorme difficoltà e incertezza di questo inizio di anno, il Centro de La Venaria Reale ha puntato e sta puntando il suo sguardo al futuro, in previsione di un nuovo assetto organizzativo in forza già da gennaio 2020. Piano sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo con risorse dedicate e un contributo in grado di consentire l’accantonamento per nuovi investimenti.

Alla luce dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite, la Fondazione Compagnia di San Paolo – spiega il Segretario generale, Alberto Anfossi - anche nell’ambito dei beni culturali, progetta strategie a medio e lungo periodo per creare le condizioni ed offrire una visione sostenibile della cultura, da un punto di vista economico e sociale. Proprio con questo intento, infatti, ha scelto di sostenerne lo sviluppo del piano strategico del Centro di Restauro della Venaria Reale con risorse dedicate, certa di potenziare così il proprio contributo, garantendo all’istituzione un ritorno nel tempo, soprattutto in termini di sostenibilità. La Compagnia dedica questa attenzione, in particolar modo, a quegli enti che dimostrano di avere una buona solidità economico-patrimoniale, governance stabile e personale strutturato in ambito gestionale, in ultimo la presenza di un piano strategico, che dimostri una capacità di pensare l’istituzione e proiettarla nel futuro con un metodo manageriale serio”.

Anfossi aggiunge: “Riscontrando nel Centro del Restauro di Venaria tutte queste caratteristiche siamo intervenuti con un contributo che possa tornare nel tempo, fino a consentire l’accantonamento di risorse per nuovi investimenti. Il Centro si è dimostrato capace di cogliere questa opportunità, proponendosi come interlocutore aperto e disponibile e luogo di ricerca e alta formazione, riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Il nostro augurio è che continui su questa strada con risultati sempre migliori”.