Sanlorenzo: ordini per oltre 500 milioni già in portafoglio alla fine di febbraio l'utile netto salito a 27 milioni (+117,3%)

Massimo Perotti, presidente e principale azionista Sanlorenzo
Sanlorenzo a gonfie vele. Nel 2019 il gruppo ligure controllato dal torinese Massimo Perotti, che ne è saldamente al timone, ha avuto ricavi netti pari a 455,9 milioni (+39,3% rispetto a 327,3 milioni del 2018), un margine operativo lordo di 66 milioni (+73,4%) e l'utile netto di 27 milioni, 14,6 milioni in più rispetto all'esercizio precedente (+117,3%), già al netto anche dei costi dell'ipo. Che sono stati pari a 6,1 milioni.
I ricavi netti dono aumentati significativamente in tutte le divisioni e per ciascuna area geografica, confermando il raggiungimento degli obiettivi di crescita del Gruppo: la Divisione Yacht ha generato ricavi netti per 289,9 milioni (63,6% del totale), in crescita del 41,% rispetto al 2018 e la Divisione Superyacht ha registrato un aumento del 47,3%, passando da 101,9 milioni del 2018 a 150 nel 2019 (32,9% del totale). Positivi anche i risultati della business unit Bluegame con 16 milioni, in crescita del 172% rispetto al 2018, anno di sostanziale avvio delle attività di questa divisione.
L'anno scorso, l’Europa, che rappresenta il mercato storico del Gruppo, ha registrato ricavi netti per 279,6 milioni, di cui 60,0 milioni generati in Italia, con un’incidenza del 61,3% sul totale, in crescita del 48,7% rispetto al 2018.
Il significativo aumento della marginalità è legato prevalentemente, dal un lato all’impatto sui ricavi del progressivo incremento dei prezzi delle nuove commesse della Divisione Superyacht, dall’altro all’impatto positivo generato dagli investimenti per l’incremento della capacità produttiva, che hanno consentito, tra l’altro, una riduzione dei costi operativi.
L’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2019 è pari a 9,1 milioni, a fronte dei 75,4 milioni alla stessa data dell'anno prima. Il miglioramento è stato conseguente sia alla generazione di cassa dell’attività operativa, in un contesto caratterizzato da importanti investimenti, sia ai proventi derivanti dall’aumento di capitale legato all’operazione di ipo, utilizzati per 49,1 milioni per rimborsare finanziamenti a medio-lungo termine. Le disponibilità liquide al 31 dicembre 2019 si attestano infatti a 60,2 milioni.
Gli investimenti fatti nel 2019 ammontano a 51,4 milioni, rispetto ai 46,3 milioni del 2018, di cui 29,6 milioni legati al programma di incremento della capacità produttiva iniziato nel 2017 e 15,2 milioni dedicati allo sviluppo dei prodotti e alla realizzazione di modelli e stampi.
L'utile netto della capogruppo Sanlorenzo, pari a 29,1 milioni (+140,3%), sarà destinato a riserve, secondo quanto definito dalla politica di distribuzione dei dividendi approvata il 9 novembre.
“Questi risultati – ha commentato Massimo Perotti - confermano il raggiungimento dei target indicati in fase di ipo, posizionandosi nella fascia alta delle previsioni. Non possiamo che essere soddisfatti di questo e del fatto che tutte le divisioni del Gruppo abbiano registrato un andamento più che positivo. Entro breve comunicheremo i dati del primo trimestre in corso che a oggi rileva un buon andamento delle vendite, con un portafoglio ordini che vale oltre 500 milioni al 29 febbraio consentendoci un’importante visibilità sul 2020 e 2021”.

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