Rosso nel '19 il latte della Centrale d'Italia verso aumento di capitale da 30 milioni

Riccardo POzzoli, presidente e amministratore delegatp
Centrale del Latte d'Italia
Si è tinto di rosso il latte della Centrale d'Italia. Il gruppo torinese, infatti, ha chiuso il 2019 con la perdita consolidata di 6,5 milioni di euro e di 3,4 milioni a livello di capogruppo; mentre l'esercizio precedente era finito con l'utile netto consolidato di 398.000 e di 487.000 a livello civilistico.
Negativo anche il confronto sui ricavi. Il fatturato consolidato è stato di 175,1 milioni rispetto ai 180,3 milioni del 2018 (-2,9%).
Il gruppo Centrale del Latte d'Italia, però, ha rafforzato la posizione di mercato, confermandosi terzo polo nazionale, pur in presenza di forti incertezze sul piano politico ed economico, che hanno portato la materia prima latte a un costo straordinario per tutto il 2019, con impatto negativo sul risultato aziendale. In Piemonte, Valle d’Aosta, Toscana, Liguria e Veneto mantiene una posizione di leadership con quote di mercato nelle quattro regioni pari al 28,8% nel settore latte fresco e del 14,6% nel settore latte a lunga conservazione.
È continuata con successo anche l’attività di sviluppo delle esportazioni nell’e-commerce grazie all’esperienza del flagship store virtuale cinese Tmall, la più grande piattaforma b-to-c (business to consumer) di e-commerce del Gruppo Alibaba. Complessivamente, le esportazioni del gruppo Centrale del Latte d’Italia sono passate da 3,471 milioni a 4,732 milioni, pari al 2,7% del fatturato consolidato.
Il risultato operativo lordo è ammontato a 6,5 milioni, contro i 7,7 milioni precedenti (-15,1%). La posizione finanziaria netta del gruppo alla fine del 2019 risulta negativa per 72,9 milioni ante applicazione del principio Ifrs16 e negativa per 77,2 milioni dopo l’applicazione del principio (era negativa per 73,7 milioni a dine 2018). In particolare, la posizione finanziaria netta della capogruppo, quotata in Borsa, al 31 dicembre scorso è risultata negativa per 26,3 milioni post applicazione del principio contabile Ifrs 16 (20,2 milioni alla fine del 2018).
Comunicando questi dati, l'impresa torinese ha aggiunto che il 2020 sarà il primo anno d’implementazione del piano industriale approvato lo scorso 10 febbraio. Obiettivo del Gruppo è incrementare la redditività attraverso il consolidamento del mercato italiano e il presidio di nuovi canali distributivi, il lancio di nuovi prodotti innovativi e il rafforzamento dell’export anche verso nuovi mercati.
Per il 2022 il management stima una crescita dei ricavi a 187 milioni, un margine operativo lordo di 17,5 milioni, pari a 9,3% e un utile netto di 5,5 mln di milioni. E questo dopo investimenti nel triennio per 17,3 milioni, per il miglioramento e l’automazione dei processi produttivi e dei siti e di implementare le iniziative che puntano all’efficientamento degli impianti, per ridurne ulteriormente l’impatto ambientale.
Inoltre, il Cda, del quale fanno parte anche Elsa Fornero e Piera Braja, ha convocato l’assemblea degli azionisti anche per il rinnovo del Consiglio di amministrazione e per l'approvazione della delega ad aumentare il capitale, fino a un massimo di 30 milioni in cinque anni, per rafforzare il patrimonio aziendale e proseguire nella prospettiva di crescita e investimento nel settore lattiero-caseario.
Il gruppo Centrale del Latte d’Italia, con quattro stabilimenti produttivi e circa 400 dipendenti, produce e commercializza oltre 200 prodotti che vanno dal latte e suoi derivati agli yogurt e alle bevande vegetali che vengono distribuiti con i marchi TappoRosso, Mukki, Tigullio e Vicenza sui territori di riferimento attraverso oltre 16.000 punti vendita sia della grande distribuzione che del commercio tradizionale.
Presidente e amministratore delegato è Riccardo Pozzoli.
Oggi, 5 marzo, l'azione Centrale del Latte d'Italia ha chiuso a 2,10 euro (-5,40%), nuovo record negativo

Nessun commento: