Ore d'ansia per i soci di Intesa Sanpaolo martedì la decisione sul dividendo 2020 Per la "Compagnia" in ballo 228 milioni

Il consigliere delegato e direttore generale Carlo Messina
con il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro
Ore d'ansia per gli azionisti di Intesa Sanpaolo. Soltanto dopodomani, 31 marzo, conosceranno la decisione del consiglio di amministrazione della loro banca sull'atteso dividendo. Era previsto che all'assemblea del 27 aprile prossimo venisse proposta l'approvazione di remunerare ogni azione con 19,2 centesimi di euro, a partire dal 20 maggio, per complessivi 3,362 miliardi.
Ma, venerdì scorso, il vertice della Banca ha comunicato che l'ordine del giorno della riunione di martedì “includerà l'esame della comunicazione della Banca centrale europea riguardante la politica dei dividendi nel contesto conseguente all'epidemia del Covid-19”.
In altre parole: la Bce e la Banca d'Italia hanno chiesto che le banche rinuncino a distribuire dividendi, almeno fino a ottobre. Perché le risorse destinate alla remunerazione del capitale potranno servire, nei prossimi mesi, a finanziare imprese e famiglie, con forti necessità di prestiti a causa della mancanza di liquidità provocata dal coronavirus.
Il comunicato di Intesa Sanpaolo parla soltanto di esame della raccomandazione delle Autorità di vigilanza; ma è intuibile che, in realtà, il consiglio di amministrazione deciderà se accogliere l'istanza della Bce e di Banca d'Italia e, alla vigilia dell'appuntamento, tutto lascia pensare che sarà così. Piuttosto, molti azionisti si stanno chiedendo se verrà deciso soltanto lo spostamento della data del pagamento, appunto a dopo ottobre. Infatti, c'è chi teme la possibilità che gli amministratori decidano di portare all'assemblea la proposta di mandare a riserve tutto l'utile 2019, che è stato di 4,182 miliardi a livello consolidato e di 2,137 miliardi quello della capogruppo.
Per la Compagnia di Sanpaolo, principale azionista di Intesa Sanpaolo con il 6,790% del capitale, in ballo ci sono circa 228 milioni di euro. Certamente non sarebbe un problema, il rinvio dell'incasso del dividendo all'autunno; però, potrebbe comportare qualche cambiamento dei programmi d'attività, nonostante la grande liquidità e la ricchezza del suo fondo di stabilizzazione delle erogazione, tale da coprire la necessità di più anni.