I ricavi della Centrale del Latte in aumento per il ritorno degli acquisti nei negozi

Nei primi due mesi di quest'anno, il gruppo Centrale del Latte d'Italia ha registrato un fatturato consolidato a 31,8 milioni, in crescita del 3,4% rispetto all’analogo periodo del 2019 e un contestuale aumento della marginalità, risultato al quale ha contribuito l’attuazione del piano di riduzione costi, oltre a una diminuzione del prezzo della materia prima.
Il Gruppo, con posizioni di leadership in Piemonte, Liguria, Toscana e Veneto, ha raggiunto tali risultati potendo contare su una distribuzione capillare che garantisce un servizio chiave per la comunità, ancor più in un momento complesso come quello attuale, dove gli spostamenti sono limitati. In questo quadro, oltre alla grande distribuzione, i negozi di prossimità sono una risorsa fondamentale per il gruppo Centrale del Latte d’Italia, che infatti conta oltre 16.000 punti vendita. L’incremento delle vendite si deve anche al ritorno alla spesa famigliare e al maggior consumo domestico derivante dalle limitazioni normative che stanno interessando la ristorazione organizzata e più in generale il consumo fuori casa.
Alla prossima assemblea degli azionisti, oltre all’approvazione del bilancio e al rinnovo del Consiglio di amministrazione sarà proposta l’aumento di capitale fino al massimo di 30 milioni in cinque anni, con l'obiettivo di rafforzare il patrimonio e proseguire nella prospettiva di crescita e investimento nel settore lattiero-caseario.

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