Fca: l'anno scorso versati 23 milioni al Cda a Elkann 3,850 milioni a Manley 13,281

Mike Manley e John Elkann
In funzione dell'assemblea di soci, in programma il prossimo 16 aprile, ad Amsterdam, Fca ha reso disponibile tutta la documentazione relativa al 2019, compreso il prospetto della remunerazione degli amministratori, i quali hanno ricevuto, complessivamente, poco più di 23 milioni di euro (23,050 per la precisione).
In particolare, il presidente John Elkann ha ricevuto 3,850 milioni (3,118 milioni nel 2018), l'amministratore delegato Michael Manley 13,281 milioni (2,980 l'anno prima) e il responsabile finanziario Richard Palmer 4,035 milioni.
Per quanto riguarda gli altri componenti del Consiglio di amministrazione, il prospetto mostra, fra l'altro, che Andrea Agnelli ha ricevuto 180.157 euro (169.355 nel 2018), come Tiberto Brandolini d'Adda (170,429), mentre il milanese-americano Michelangelo Volpi ha avuto 189.409 euro (173.588) e il biellese Ermenegildo Zegna 205.626 euro (191.242).
All'assemblea verrà proposta, fra l'altro, la distribuzione di un dividendo di 0,70 euro per azione, per il totale di 1,1 miliardi. L'anno scorso, l'utile netto di Fca è stato di 2,7 miliardi di euro, inferiore del 19% a quello conseguito nel 2018 ( 3,330 miliardi) e i ricavi netti pari a 108,187 miliardi (-2% rispetto ai 110,412 miliardi dell'esercizio precedente). Nel 2019, il gruppo ha venduto 4,418 milioni di veicoli (-9%) e ha fatto investimenti per 8,4 miliardi di euro.
I risultati record raggiunti in Nord America e il miglioramento registrato in America Latina hanno permesso al Gruppo di realizzare una forte performance con il margine ebit adjusted al 6,2%. I risultati del Nord America sono stati trainati dai marchi Ram e Jeep.
In America Latina, la positiva performance in Brasile ha più che compensato le difficoltà legate alla debolezza delle condizioni di mercato in Argentina e in altri Paesi della regione.
La forte performance operativa ha sostenuto il free cash flow industriale che è stato pari a 2,1 miliardi di euro.
Nel 2019, Fca ha intrapreso numerose iniziative, volte a porre le basi per la continua creazione di valore. Nel primo trimestre, ha annunciato investimenti per ampliare la capacità produttiva in Michigan per la prossima generazione della Jeep Grand Cherokee, per i nuovi Jeep Wagoneer e Grand Wagoneer e per un nuovo suv Jeep full-size a tre file. Nel secondo trimestre ono stati siglati accordi di partnership con Enel X e il gruppo Engie per lo sviluppo di soluzioni di e-mobility per veicoli elettrificati in Europa. Nel terzo trimestre, ha annunciato i piani per rinnovare, ampliare ed elettrificare la gamma Maserati. Infine, nel quarto trimestre è stato siglato l'accordo per la vendita del business dei componenti automotive in ghisa che fa capo alla controllata Teksid e soprattutto, Fca e Groupe Psa (Peugeot, Citroen, Ds, Opel-Vauxhall) hanno raggiunto l'intesa per una fusione paritetica (50/50) volta alla creazione di un leader mondiale nella mobilità.
Si prevede che la fusione, che dovrebbe chiudersi alla fine del 2020 o all’inizio del 2021, genererà sinergie che a regime sono stimate in circa 3,7 miliardi di euro su base annuale.
Pertanto, Fca si aspetta che la forte performance continui anche nel 2020 e conferma quindi i target: ebit adjusted superiore ai 7 miliardi di euro e un free cash flow industriale di oltre 2,0 miliardi di euro.