Entrate fiscali aumentate anche in gennaio nel 2019 sfiorati i 472 miliardi di euro

C'è un soggetto, in Italia, che continua a crescere, a incassare sempre di più, nonostante tutto. E' il fisco. L'ultima conferma arriva con i dati di gennaio, quando le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, sono ammontate a 37,687 miliardi di euro, segnando un incremento di 1,140 miliardi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+3,1%).
In particolare, le imposte dirette sono salite a 26,219 miliardi (+3,3% rispetto a gennaio 2019). La crescita è riconducibile all’andamento delle ritenute Irpef sui lavoratori dipendenti e i pensionati (+3,2%), mentre l'Ires registra una diminuzione di 15 milioni (-4,8%).
Le imposte indirette sono risultate pari a 11,468 miliardi e registrano una variazione positiva di 311 milioni (+2,8%). Il risultato è dovuto al gettito dell’Iva (+5,2%). Tra le altre imposte indirette si segnala l’incremento del gettito relativo all’imposta di bollo (+6,1%), e dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (+4,5%). Le entrate derivanti da attività di accertamento e controllo si sono attestate a 824 milioni (+7,6%).
Oltre ai dati di gennaio, il ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef), ha comunicato quelli relativi all'intero 2019: le entrate tributarie erariali sono state pari a 471,622 miliardi (+7,847 miliardi rispetto al 2018 (+1,7%).
Le imposte dirette risultano pari a 252,284 miliardi, con una crescita tendenziale pari a 4,513 miliardi (+1,8%), trainata, in particolare, dall’andamento delle ritenute Irpef da lavoro dipendente e da pensione, che sono aumentate di 5,087 miliardi (+3,3%), consolidando l’andamento positivo già rilevato nel biennio 2017-2018. Sul risultato hanno influito anche la dinamica dell’occupazione, che è cresciuta dello 0,6% nel corso del 2019 e quella delle retribuzioni lorde pro-capite che sono aumentate dell’1,1%.
Invece, l’andamento delle ritenute Irpef sul lavoro autonomo risulta negativo (-1,276 miliardi, -10,1%) ed è legato agli effetti dell’estensione, per l’anno d’imposta 2019, del regime dei minimi ai soggetti con ricavi fino a 65.000 euro (ai soggetti, che hanno aderito al regime dei minimi, non è stata applicata la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi percepiti nel 2019).
Il gettito dell’imposta sul reddito delle società è aumentato del 2,7% per effetto dell’andamento positivo del saldo (+ 17,4%). L’imposta sostitutiva sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale ha fatto registrare il gettito di 8,281 miliardi(+1,5%), la cedolare secca sugli affitti di 2,932 miliardi (+5,1%) e le ritenute sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche di 1,750 miliardi (+51,3%).
Tra le imposte dirette si segnala la flessione dell’imposta sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (-44,4%): gli andamenti negativi registrati nel 2018 sui mercati finanziari hanno generato minusvalenze, riducendo la base imponibile delle imposte dovute nel 2019. La diminuzione del gettito dell’imposta sostitutiva sul valore dei fondi pensione (-83,7%), riflette i risultati negativi dei rendimenti medi ottenuti nel 2018 dalle diverse tipologie di forme pensionistiche complementari.
Le imposte indirette 2019 ammontano a 219,338 miliardi, con una crescita tendenziale di 3,334 miliardi (+1,5%). Alla dinamica positiva ha contribuito la crescita sostenuta dell’Iva (+3,306 miliardi, pari a +2,5%).
Fra l'altro, le entrate derivanti dai giochi nel 2019 sono salite a 15,63 miliardi (+6,4%), per effetto principalmente dell’imposta sugli apparecchi e congegni di gioco (+12,4%) e delle entrate del gioco del lotto (+1,6%). Quanto, infine, alle attività di accertamento e controllo hanno reso 13,320 miliardi (+9,4%).