Cala anche l'imprenditorialità femminile in Piemonte soprattutto a Biella (-1,5%)

Licia Mattioli, imprenditrice, vice presidente Confindustria
A fine dicembre 2019, le imprese femminili con sede in Piemonte sono risultate 96.591, lo 0,56% in meno rispetto alle 97.137 di fine 2018. Le aziende in rosa rappresentano il 22,5% del tessuto imprenditoriale regionale. Operano prevalentemente nei settori del commercio, dell’agricoltura e dei servizi alla persona. Nell’11,0% dei casi sono guidate da straniere. E l’11,2% è amministrato da giovani.
Nell'anno appena passato, il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi ha segnato la nascita di 7.026 imprese femminili, a fronte delle 7.477 che hanno, invece, cessato la propria attività (al netto delle cancellazioni d’ufficio): il saldo tra i due flussi è risultato, dunque, negativo per 451 unità. Sebbene il dato sia analogo a quello del sistema valutato nel suo complesso (- 0,4%), l’imprenditoria femminile piemontese manifesta una maggiore vivacità, sia in termini di natalità (tasso del 7,3%, a fronte del 6,1% registrato per il totale delle imprese), che di mortalità (tasso del 7,7%, contro un 6,4%). La dinamica mostrata dalla componente femminile del tessuto imprenditoriale piemontese appare, inoltre, in controtendenza rispetto a quanto osservato a livello complessivo nazionale (+0,6%).
Oltre un quarto delle imprese piemontesi guidate da donne svolge la propria attività nel commercio, a fronte del 13,9% registrato nell'agricoltura, l'11,9% dei servizi alla persona, il 9,9% dei servizi di alloggio e ristorazione e il 7,7% dell'immobiliare.
Le imprese femminili hanno subito una consistente contrazione nel comparto agricolo (- 3,0%) e nel commercio (-2,5%). Stabili quelle del settore delle costruzioni e dell’industria manifatturiera (entrambe registrano un tasso di crescita pari a +0,1%). In crescita il dato del comparto turistico che comprende le imprese di alloggio e ristorazione (+1,2%), quello degli altri servizi (+1,5%) e quello delle attività finanziarie e assicurative (+2,0%). Le attività immobiliari (+0,8%) registrano un tasso inferiore al punto percentuale.
Le imprese femminili evidenziano, infine, i risultati più brillanti nel noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (+3,9%) e nei comparti delle attività professionali scientifiche e tecniche (+3,2%).
L’analisi territoriale rivela come la componente femminile assuma una rilevanza maggiore nelle province di Alessandria (23,4%) e Verbania (23,0%). Ad Asti e Novara le imprese femminili rappresentano il 22,9% delle imprese provinciali, dato analogo si rileva per Vercelli (22,8%). L’incidenza delle imprese “in rosa” scende al 22,7% a Cuneo e al 22,4% a Torino. Biella registra la presenza relativa minore (20,7%).
Quanto alla dinamica del 2019, si evidenziano variazioni negative per la maggior parte delle province. I dati più critici riguardano Biella (-1,5%), Asti (-1,3%) e Cuneo (-1,3%). Stazionarietà si rileva per le imprese in rosa di Torino (+0,1%) e Verbania (+0,1%).

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