Auto, perché il boom di immatricolazioni solo in Val d'Aosta e Trentino-Alto Adige

Un conto sono le iscrizioni al Pra e un altro le vendite. Questa premessa è indispensabile quando si parla del mercato automobilistico italiano; perché, altrimenti, si rischia di finire fuori strada nell'analisi dei dati. Un caso emblematico riguarda il Nord Ovest. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha comunicato che nei primi due mesi di quest'anno, nelle tre regioni sono state registrate, complessivamente, 43.967 immatricolazioni di vetture nuove, delle quali 15.664 in Valle d'Aosta (+30,9% rispetto allo stesso bimestre dell'anno scorso), 22.755 in Piemonte (-11,2%) e 5.548 in Liguria (-11,9%).
I confronti potrebbero sorprendere se non si considerasse, appunto, che il volume delle nuove immatricolazioni in Valle d'Aosta si deve al fatto che in questa regione, come nel Trentino-Alto Adige l'imposta provinciale di trascrizione è decisamente più conveniente, per cui molte società registrano qui le auto che comprano, per le loro flotte piuttosto che per darle in leasing o per il noleggio. Questo spiega perché la piccola Valle d'Aosta registri il 4,9% di tutte le immatricolazioni in Italia, quota superiore anche alle ben più popolose Campania, Sicilia, Puglia e non solo.
In ogni caso, le province autonome stanno registrando un numero sempre più alto di iscrizioni ai propri Pra: nell'intero 2019, Aosta ne ha censite 75.665 (3,9% del totale nazionale), dopo le 59.723 dell'anno precedente (3,1%); Trento e Bolzano insieme 66.078 nei primi due mesi di quest'anno (20,7%), 297.774 (15,5%) nel 2019 e e 292.516 (15,3%) nel 2018.
Così, le due regioni settentrionali a statuto speciale sono le sole ad avere avuto una crescita delle nuove immatricolazioni dall'inizio di gennaio alla fine di febbraio (+24,9% il Trentino-Alto Adige); mentre tutte le altre hanno evidenziato cali e tali che la media nazionale è risultata negativa del 7,2%; complessivamente, infatti, sono state 318.959.
Venendo ai mercati reali, i dati ministeriali mostrano che il Piemonte vale il 7,1% di quello italiano e la Liguria l'1,7%. Nella graduatoria nazionale, comprendendo anche il Trentino-Alto Adige, primo con la quota del 20,7% e la Valle d'Aosta, ottava,  il Piemonte figura al settimo posto, preceduto anche da Veneto ed Emilia-Romagna, regioni entrambe con il 7,2%, Lazio (7,3%), Toscana (9,2%) e, naturalmente, Lombardia (15,8%).

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